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Cultura - Ieri la presentazione del libro curato da Giancarlo Pastura

“La realtà rupestre nel territorio di Vasanello”

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La presentazione del libro

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La presentazione del libro

Vasanello – Ieri pomeriggio a Vasanello al castello Orsini alle 16 c’’è stata la presentazione del libro curato da Giancarlo Pastura su La realtà rupestre nel Territorio di Vasanello in età medievale.

Con questo libro si inaugura una nuova collana dal titolo Archeologia, Città, Territorio che nasce per ospitare quelle ricerche che mettono in stretto contatto all’archeologia intesa nel suo più ampio con lo studio di un territorio, di una città attraverso la sperimentazione di nuove tecnologie e la creazione di nuovi ambiti di interesse.

Il lavoro è stato possibile grazie al contributo di numerosi studenti del dipartimento di scienze dei beni culturali dell’Università della Tuscia, insegnamento di archeologia medievale Elisabetta De Minicis, dell’amministrazione comunale dell’Università Agraria di Vasanello, la direzione scientifica del Museo della Ceramica di Vasanello e di numerose associazioni di volontariato.

La presente pubblicazione nasce nell’ambito di una collaborazione scientifica finalizzata alla realizzazione di un progetto di conoscenza archeologica e valorizzazione dell’insediamento di Palazzolo e del territorio comunale di Vasanello in accordo anche con la Soprintendenza archeologica dell’Etruria meridionale.

Erano presenti il sindaco Antonio Porri, assessore alla cultura Luigi Stefanucci, l’archeologo Giancarlo Pastura ed Elisabetta De Minicis.

Il volume ha riguardato lo studio del territorio che gravita intorno a Vasanello centro, la conformazione del suolo, le attività produttive che hanno plasmato la terra nel corso del tempo evidenziando lo stretto rapporto che esiste tra uomo e ambiente.

Il primo elemento naturale che ha condizionato le scelte insediative susseguitesi nel territorio di Vasanello è certamente l’argilla, a cui si lega una ricca produzione ceramica, assai ben documentata e universalmente conosciuta nel primo secolo a.C. “fornaci che hanno restituito una produzione di “terra sigillata italica” ed un fiorente commercio attivato attraverso la via Almerina e il vicino porto fluviale di Seripola.

La qualità delle argille vasanellesi ha contribuito ad incrementare l’economia dell’area anche in età moderna come testimoniano alcuni editti dello Statuto cittadino, emanati da Giulio della Rovere alla metà del 500, dove fa riferimento all’arte di “de vasi” o “di far pignatte” ancora praticata fino agli anni 60 del novecento.

Nell’ambito della realtà rupestre che caratterizza il territorio si è voluto attirare l’attenzione su alcune emergenze come la cosiddetta “cella di Santa Rosa” che sembra aver avuto anche una valenza eremitica oltre che ecclesiastica e la “Cappella di San Silvestro” una vera e propria chiesa. La ricerca tuttavia non è conclusa


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10 febbraio, 2014

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