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Acquapendente - Una ricostruzione della genesi dei "Quaderni di Serafino Gubbio", da cui è tratta "La tigre e la manovella", che sabato 22 febbraio sarà proposta al teatro Boni

“Pirandello e le poetiche immagini dedicate all’alto Lazio”

di Antonello Ricci
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Antonello Ricci

Antonello Ricci 

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – “La tigre e la manovella” è uno spettacolo liberamente ispirato al romanzo cinematografico di Luigi Pirandello “Quaderni di Serafino Gubbio” (1915).

La vicenda è ambientata a Roma, ai tempi eroici del cinema muto, negli anni che precedono lo scoppio della prima guerra mondiale. Il caso vuole che per quello stesso periodo siano documentati ripetuti soggiorni estivi della famiglia Pirandello presso Soriano nel Cimino.

E proprio tra Soriano, Roma e Agrigento i Quaderni dovettero essere composti, se è vero che in vari passaggi il romanzo ripropone certe poetiche immagini e formule già impegnate dal drammaturgo siciliano in novelle e poesie esplicitamente dedicate al pittoresco centro dell’Alto Lazio viterbese: i versi di Pian della Britta (1909) e la deliziosa prosa di Rondone e rondinella e Canta l’epistola (1911-1913).

A questo proposito è anche interessante ricordare che proprio alle falde dei Cimini, a pochi chilometri da Soriano (in Orte), fosse nato nel 1867 (quindi coetaneo perfetto di Pirandello) quel Filoteo Alberini regista e produttore, vero pioniere del cinematografo.

Alberini sarà anche lo sfortunato inventore del kinetografo: un prototipo di apparecchio per la ripresa e la proiezione (praticamente il papà della macchina da presa). Era il 1895. Vero geniaccio della Tuscia, Alberini finì però battuto al fotofinish dell’ufficio brevetti e nelle sale di proiezione niente poco di meno che dai fratelli Lumiére! Come mai? Ahimè, gli immancabili ritardi della burocrazia all’italiana.

Dopo aver fondato nel 1905 con l’amico Dante Santoni, con sede a Roma nel quartiere San Giovanni, la ditta Primo Stabilimento Italiano di Manifattura Cinematografica Alberini e Santoni, Alberini avrebbe prodotto film pionieristici come La presa di Roma, 1905 e diretto pellicole del calibro de Il piccolo garibaldino, 1909. Nel 1906 la sua azienda sarebbe stata ribattezzata Cines: produttrice, tra l’altro, nel 1911 dell’introvabile cortometraggio “viterbicolo” La bella Galleana.

Antonello Ricci


“La tigre e la manovella” al teatro Boni.

L’appuntamento è per 
sabato 22 febbraio ad Acquapendente alle 21. Nell’anno in cui
 la rivoluzione digitale
 manda in soffitta
la pellicola

Pietro Benedetti
 in LA TIGRE E LA MANOVELLA
, atto unico in sette “quaderni”
 di
 Antonello Ricci. Liberamente tratto dal romanzo di Luigi Pirandello “
Quaderni di Serafino Gubbio operatore”. Regia
 Benedetti & Ricci

Consulenza scenografie e realizzazione del
 “grosso ragno nero in agguato sul suo treppiedi” liceo aristico Orvieto. Video arte
, Davide Boninsegna
Real Dreams production.


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21 febbraio, 2014

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