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Grosseto - In Maremma si passa alle maniere forti per fermare l'incremento di questa specie

Strage di lupi, trovati anche dei lacci a strangolo

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Un lupo

Un lupo 

Grosseto – La strage dei lupi in Maremma continua.

Questa volta hanno fatto la loro comparsa in questa guerra tra uomini e lupi anche i lacci a strangolo. Dei sottili cavi di acciaio utilizzati con lo scopo di strangolare per ucciderli.

A fare questa triste scoperta in mezzo a un bosco della Toscana le guardie zoofile della Lega anti-caccia impegnate nei controlli. I lacci sono stati trovati vicini alle recinzioni per gli allevamenti di ovini. Sul luogo del ritrovamento è anche intervenuta una pattuglia della polizia provinciale che ha provveduto al sequestro di diversi lacci. La polizia ha denunciato un bracconiere e ha ispezionato il terreno di sua proprietà dove sono stati ritrovai altri lacci a strangolo. Per il bracconiere è scattata la denuncia per esercizio di caccia in periodo di divieto generale, caccia con mezzi vietati e detenzione illegale di munizioni da caccia.

La situazione in Maremma è precipitata con l’incremento della popolazione dei lupi. Ultimamente sono stati ritrovati morti diversi esemplari. Non ultimo nella zona di Tarquinia un lupo è stato ucciso e appeso a un cavalcavia con la testa e i testicoli mozzati.

Secondo il docente universitario Marco Apollonio che ha parlato durante un’audizione in consiglio regionale “l”incremento del numero dei lupi in Toscana risulta evidente soprattutto negli ultimi anni e si ipotizza che alla fine degli anni ’80 ci fosse una popolazione media di circa 100 esemplari, mentre oggi siamo intorno ai 320 capi, divisi in 70 branchi”.

Un segnale che alcuni esperti in materia definiscono positivo per l’ambiente. Lo stesso Folco Pratesi, fondatore del Wwf, chiamato in causa sulla questione lupo dichiarò che sono un bene. Forse non la pensano allo stesso modo gli allevatori della Maremma che vedono i loro capi finire in pasto ai lupi.


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21 febbraio, 2014

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