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Viterbo - Sorpresi dalla squadra mobile di Fabio Zampaglione mentre incassavano il denaro da un'ignara "complice" fuori al compro oro

16enni rubano gioielli ai genitori e li fanno rivendere

di Francesca Buzzi
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Il capo della mobile Fabio Zampaglione

Il capo della mobile Fabio Zampaglione 

Viterbo – Tre 16enni rubano l’oro ai genitori e lo fanno rivendere.

Hanno fatto razzia di preziosi nei portagioie di mamma e papà. Poi hanno fermato una perfetta sconosciuta maggiorenne e l’hanno convinta a vendere i gioielli al compro oro al posto loro. Ma proprio quando stavano incassando dall’ignara ragazza il denaro contante frutto della vendita, è intervenuta la squadra mobile di Viterbo che li ha portati in Questura.

Gli uomini coordinati da Fabio Zampaglione, che tengono sempre un occhio vigile sul delicato business dei compro oro, si erano accorti che qualcosa non andava per il verso giusto. Da qui la decisione di appostarsi vicino all’ingresso del negozio per controllare cosa stesse succedendo.

I poliziotti hanno notato una ragazza, poi identificata in una 18enne viterbese, che appena uscita dal compro oro, distribuiva denaro contante a tre ragazzini più piccoli. Gli agenti sono subito intervenuti per chiedere spiegazioni e hanno portato tutti e quattro in Questura.

La 18enne ha raccontato agli agenti di essere stata fermata dai tre 16enne per strada. Non li conosceva affatto, ma i tre gli avrebbero soltanto chiesto la cortesia di entrare al compro oro al posto loro per vendere dei gioielli. Operazione che i tre, in quanto minorenni, non potevano fare da soli. Così la ragazza ha acconsentito. I 16enni pare gli avessero anche proposto una ricompensa, ma lei non ne ha voluto sapere e ha consegnato tutta la somma ottenuta con l’oro ai “legittimi proprietari”: un totale di circa 600 euro.

Peccato che l’oro non fosse esattamente di loro proprietà. Quei gioielli erano dei loro genitori, ignari che i propri figli li avevano sottratti dai cassetti di casa per rivenderseli e farci dei soldi.

Un piano finito male, ma organizzato nel dettaglio dai tre, tanto che, dagli accertamenti successivi, è emerso che uno dei tre sarebbe addirittura entrato nel compro oro qualche minuto prima della ragazza per chiedere informazioni sulla quotazione dell’oro in vigore al momento.

Ai tre 16enni, tutti viterbesi, non è stato possibile contestare alcun reato poiché la transazione al compro era del tutto regolare e il furto dell’oro, avvenuto tra le mura domestiche, non è punibile senza la denuncia dei diretti interessati. La vicenda è stata comunque segnalata al tribunale dei minorenni di Roma e i ragazzi sono stati riconsegnati alle rispettive famiglie.

Quanto alla 18enne, anche nei suoi confronti non è scattata alcuna denuncia, considerata la buona fede con la quale è intervenuta nell’affare, senza conoscerne i dettagli e senza ricavarne alcun profitto.

L’attenzione degli uomini della squadra mobile di Zampaglione resta sempre molto alta su episodi di questo tipo. E’ la terza volta in pochi mesi che la polizia ha a che fare con dei minorenni sorpresi a tentare di trasformare in denaro contante dei gioielli tramite i compro oro. Un fenomeno sempre più dilagante, tanto quanto l’apertura di negozi di questo tipo a Viterbo e in provincia.

Francesca Buzzi


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27 marzo, 2014

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