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Civita Castellana - La replica del sindaco sulla vicenda Sate

Angelelli: “La Destra non sa più che appalti pigliare”

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Gianluca Angelelli

Gianluca Angelelli 

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – L’amministrazione comunale intende fare chiarezza sulla vicenda che ha coinvolto Michele Imperiale, già direttore tecnico della Sate, dimessosi in seguito agli ultimi accadimenti giudiziari, che hanno interessato vari comuni della provincia di Viterbo, Rieti e Roma, ma non Civita Castellana. I fatti contestati a Michele Imperiale vanno dal 2008 al 2010 e non coinvolgono l’amministrazione di Civita Castellana né la Sate. Vale la pena evidenziare come la Procura proceda per turbativa d’asta in quei comuni dove si sono svolte le gare di appalto sulla gestione della nettezza urbana, mentre a Civita Castellana tale appalto è stato espletato nel lontano 1998 con scadenza nel 2016.

“L’inettitudine e l’incompetenza dei consiglieri della Destra è pari forse a quella dei loro consiglieri regionali che vanno interrogandosi circa appalti che non sono mai stati svolti nel comune di Civita Castellana in quanto la società municipalizzata Sate svolge il servizio di raccolta fin dal 1998 con un appalto che terminerà nel 2016 – ha detto il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli – come per altro i nostri due paladini dovrebbero ben conoscere, avendo loro stessi amministrato la città per dieci anni in costanza dei quali l’appalto è rimasto sempre lo stesso, così come è lo stesso ancora oggi.

Quanto poi a Michele Imperiale, è stato chiamato a fare il direttore tecnico della Sate a fine 2009 per preparare l’avvio della raccolta porta a porta, in una città in cui la differenziata era al 4%. L’obiettivo è stato ampiamente raggiunto, portando Civita al 70% di differenziata. In ogni caso Imperiale ha rassegnato le sue dimissioni, la magistratura farà il suo corso, ma è evidente fin d’ora che qualora dovessero emergere responsabilità a carico di alcuni il comune di Civita Castellana sarà parte lesa e potrà costituirsi parte civile nell’eventuale giudizio. Confidiamo che la magistratura faccia chiarezza al più presto. Nel frattempo ogni tentativo di voler infangare l’amministrazione è pura propaganda elettorale. Fare di tutta un’erba un fascio per cercare di far più confusione possibile e confondere i cittadini è un mestiere poco edificante, soprattutto se non si frequenta mai la casa comunale e si scambiano i giornali per il luogo del confronto”.

Comune di Civita Castellana

 


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5 marzo, 2014

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