Viterbo – Arsenico, incursione in consiglio comunale del comitato “Non ce la beviamo”.
A seduta iniziata da pochi minuti, interrogazioni in corso, arriva un gruppo di cittadini per protestare contro l’amministrazione sui tempi non rispettati per l’entrata in funzione dei dearsenificatori.
Armati di cartelli, provano a esporli, ma devono fare i conti con le ferree regole del consiglio comunale, che non prevedono l’esposizione di cartelli.
Un manifestante prova a srotolarne uno ed esporlo, ma viene bloccato prontamente e ne fa le spese lo stesso striscione. Strappato.
Qualcuno prova a gridare che stanno aspettando risposte da un anno, ma il gruppo viene allontanato in fretta.
Ai manifestanti non rimane che esporre i loro manifesti e la loro indignazione all’aperto, sotto i portici di palazzo dei Priori. Lontani.
Ormai la vicenda arsenico sta diventando una favola e gli striscioni lo fanno notare.
Se serva la bacchetta magica al comune per risolvere il problema, i componenti del comitato la forniscono. In un altro, la volpe suggerisce al gatto: “Prometti, prometti, che se la bevono”.
Poi c’è un Pinocchio che garantisce: “Quando sarò sindaco risolverò il problema dell’arsenico”.
Ogni riferimento fatti o sindaci non è puramente casuale.
In consiglio, su richiesta di Chiara Frontini (Viterbo 2020), il sindaco Michelini sull’arsenico ricorda come per il dearsenificatore di monte Jugo i lavori dovrebbero terminare entro giugno.
Salvo problemi. Mentre sono stati risolti i problemi alla casetta dell’acqua al Murialdo. Nel pomeriggio è stata riaperta.
Attualmente si tenta di portare avanti uno studio in collaborazione con l’università per miscelare l’acqua e rientrare nei limiti.
Giuseppe Ferlicca
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