Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tiziana Lagrimino è un’autorevole dirigente provinciale del Pd e non deve dimenticare che la città di Viterbo continua ad essere parte della nostra provincia; non è ancora infatti una città stato nonostante qualcuno a lei noto sta cercando di isolarla sia dal punto di vista politico che amministrativo.
Fuori luogo la sua estemporanea sortita mediatica ha il sapore delle parole indotte. Tiziana Lagrimino se ne dovrebbe fare una ragione, il Pd sta cambiando. Basta capi bastone e feudi, si agisce in maniera autonoma nell’interesse del partito e non dei maggiorenti o presunti tali.
La segreteria della quale Lagrimino fa parte, anche se non ha partecipato venerdì pomeriggio insieme agli altri componenti di area “popolare” (forse per marcare un distinguo politico), segue con attenzione le vicende di ciascun comune, lo fa calandosi nei territori, ascoltandoli, favorendo il dialogo tra istituzioni, superando le vecchie logiche dell’appartenenza troppo care alla Lagrimino.
La prova nell’ultima segreteria, svolta alla presenza dei palramentari e del consigliere regionale, ma non della Lagrimino e degli altri amici popolari, che invece di contribuire con noi a parlare dei problemi del territorio si è affidata a mezzi da Prima Repubblica per lanciare messaggi di distinguo anche abbastanza singolari.
Noi non pensiamo che messaggi di questo tipo aiutino il Pd, non fosse altro perché siamo abituati a discutere nelle sedi opportune. C’era una riunione fissata, si doveva stare li e discutere in quella sede non sui mezzi di informazione.
Perché in quei luoghi si programma il lavoro, si ragiona, si valuta, si parla anche di Viterbo città, senza chiedere il permesso a nessuno.
Così abbiamo fatto venerdì programmando incontri sulle elezioni amministrative, continuando un lavoro a stretto contatto sul territorio, ragionando con i nostri eletti su come attrezzarci rispetto alla sfida elettorale che ci attende relativa alle amministrative e alle elezioni europee.
Mi sento di respingere con determinazione e nettezza le accuse di immobilismo e stigmatizziamo l’uso scomposto dei media per affrontare questioni interne al PD in un momento importante come questo.
Ben vengano le direzioni e le assemblee che saranno definite, ma la Lagrimino dia l’esempio: partecipi alla segreteria e non scappi dal confronto.
Sottoscriva con noi il documento conclusivo della segreteria e insieme contribuisca a definire al meglio il nostro lavoro.
Alessandro Antonelli
Segreteria provinciale Pd
Politiche di coordinamento territoriale
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