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Viterbo - Così il comitato Non ce la beviamo che chiede anche un attento monitoraggio e l'avvio di screening sanitari di prevenzione

Arsenico, parte il rifornimento di acqua a disabili e anziani

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Allarme arsenico nell'acqua

Acqua 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Parte il rifornimento d’acqua porta a porta a disabili e anziani. Questo è quanto affermato dal sindaco Michelini all’incontro che si è tenuto il 25 febbraio con il comitato “Non ce la beviamo”, il comitato cittadino che il 14 dicembre era in piazza del Comune per chiedere il punto sulla questione arsenico.

Dovrebbe partire in tempi molto brevi il servizio che il Comune metterà a disposizione nei confronti di queste fasce di popolazione che hanno estrema difficoltà ad approvigionarsi di acqua dearsenicata e che fino a oggi sono state ignorate.

Un’ altra questione fortemente sollecitata dal comitato “Non ce la beviamo” è stata la richiesta di analisi periodiche da parte della Asl sulle acque erogate dalle casette, rispetto alla quale il sindaco ha affermato di poter interagire con la Asl e avviare al più presto i controlli sanitari.

Più lunghi saranno i tempi per avere acqua potabile nelle nostre case, infatti, i dearsenificatori di San Martino, Bagnaia, Canale e Pidocchio, saranno collaudati e consegnati a giorni, ma serviranno una fetta molto ristretta di popolazione, mentre per quanto riguarda il dearsenificatore di Monte Iugo, che servirà la gran parte della città di Viterbo, i lavori non termineranno prima della fine di giugno.

Il comune, in collaborazione con l’università, ha inoltre in programma la realizzazione di un pozzo pilota da edificare in zona Cimini che andrebbe ad attingere in una falda priva di arsenico; questa se confermata, potrebbe rappresentare la soluzione definitiva al problema anche se, ovviamtente, si tratta di un progetto a lungo termine.

A parere del comitato, la lunga esposizione all’arsenico a cui è stata esposta la popolazione ignara del problema fino a poco tempo fa, richiede un attento monitoraggio e l’avvio di screening sanitari di prevenzione che le istituzioni dovrebbero mettere a disposizione gratuitamente ai cittadini.

Abbiamo avanzato questa richiesta affinché il Sindaco, quale responsabile della salute, in collaborazione con la Regione e la Asl si attivi perché riteniamo che la situazione rivesta carattere di primaria importanza.

Invitiamo anche i medici di base e i medici specialistici che effettuano le loro prestazioni professionali nelle zone interessate dal problema arsenico a segnalare eventuali patologie collegate e a collaborare sostenendo questa iniziativa.

Comitato Non ce la beviamo 


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5 marzo, 2014

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