Bassano Romano – Per il primo, imminente weekend primaverile, Bassano Romano e Tarquinia sveleranno tesori d’arte inediti al grande pubblico.
Sabato 22 e domenica 23 marzo saranno infatti le Giornate di primavera del Fai, tradizionale appuntamento annuale istituito e organizzato dal Fondo ambiente italiano, fondazione nazionale senza scopo di lucro che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.
Nel pieno centro storico di Bassano Romano, si apriranno le porte del Palazzo Giustiniani-Odescalchi, splendida ed antica residenza nella quale nel corso dei secoli, e per mezzo dell’esercizio appassionato della committenza artistica, prima la famiglia degli Anguillara, poi i Giustiniani ed infine gli Odescalchi hanno immortalato il loro potere.
Soprattutto grazie al gusto evoluto e raffinatissimo del Marchese Vincenzo Giustiniani (1564-1638), il palazzo si è dotato di alcuni affreschi che testimoniano quanto di meglio la pittura potesse esprimere a Roma subito dopo la fuga di Caravaggio e la morte di Annibale Carracci.
Domenico Zampieri detto il Domenichino e Francesco Albani, bastano questi due nomi per dare un’idea della qualità pittorica che può essere apprezzata percorrendo le stanze dell’edificio supportati dalle guide di volontari messe a disposizione dalla delegazione Fai di Viterbo.
Anche a Tarquinia si accenderanno i riflettori su tre monumenti tombali altrimenti inaccessibili al pubblico: la Tomba degli Scudi, la Tomba del Tifone e quella dell’Orco.
La prima delle tre fu scoperta nel 1870. Costituita da una grande camera centrale con soffitto a doppio spiovente e travi in rilievo, presenta sulla parete di fondo e su quelle laterali tre camere che comunicano con la centrale mediante porte e finestrelle laterali.
La Tomba del Tifone è stata scoperta nel 1832 ed è una delle più grandi rinvenute nella necropoli di Monterozzi. Risale al II – I secolo a.C., ovvero all’epoca tarda etrusca, quando Tarquinia Ú ormai un Municipio di Roma.
Risale invece al 1868 il rinvenimento della Tomba dell’Orco. Il sepolcro si articola in due camere originariamente divise da un sottile tramezzo di roccia e raggiungibili ognuna con un proprio dromos.
Quello dell’Orco I è il più antico: si trattava di una piccola stanza con profonde nicchie alle pareti di cui oggi se ne conservano solo due.
Più tardi, intorno al 330 a.C., viene scavata un’altra camera, con un suo dromos (Orco II) che viene messa in comunicazione attraverso un corridoio (Orco III) alla più antica.
Nella giornata di sabato, i beni aperti saranno a disposizione esclusiva degli iscritti al Fai e di coloro che si iscriveranno in loco; domenica l’ingresso sarà invece a disposizione di tutti.
A Bassano Romano verranno osservati i seguenti orari d’ingresso: sabato 22 marzo, ore 10-17; domenica 23, ore 10-17. Stessi orari per Tarquinia con la sola anticipazione dell’ultimo ingresso alle 16.30 di entrambi i giorni.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY