Viterbo – Da precari a disoccupati il passo è breve. E lo sanno bene i lavoratori interinali della Provincia di Viterbo.
I cinquanta precari rientrati al lavoro a Palazzo Gentili, dopo mesi di stop, da lunedì torneranno di nuovo ad ingrossare la fila dei disoccupati della Tuscia.
I precari, alcuni sono lì senza nessuna certezza da più di dieci anni, a settembre hanno sostenuto il concorso pubblico indetto dalla Provincia per rientrare al lavoro. Grazie a quel concorso, a dicembre sono tornati negli uffici di via Saffi a 18 ore settimanali.
Per loro un contratto di due mesi, poi rinnovato per altri due. Questa volta la strada sembrava in discesa. E invece niente, tutto come prima.
Il problema sarebbe legato alla mancanza di fondi per rinnovare i contratti. E ieri, nelle stanze della provincia, si è consumata l’ennesima riunione per cercare di risolvere il problema, anche alla luce delle recenti normative sui lavoratori precari della pubblica amministrazione volute dal premier Renzi.
E se dal punto di vista normativo una scappatoia per la proroga sarebbe anche spuntata non sono spuntati i soldi per la copertura finanziaria.
Sembra che durante la riunione sia stato proposto di utilizzare i fondi per il salario accessorio dei dipendenti, una soluzione tampone che avrebbe svuotato un capitolo del bilancio solo in via provvisoria. Sarebbe stato infatti rimpinguato non appena la Regione avrebbe elargito alla Provincia nuovi fondi.
Alla proposta i dipendenti con contratto a tempo indeterminato, alcuni vicini alla pensione, avrebbero dato di matto. E tutto sarebbe andato a monte. Quando si dice solidarietà tra colleghi.
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