Viterbo – (g.f.) – Crisi in provincia la situazione si evolve. In peggio.
Nel silenzio, a via Saffi i consiglieri di maggioranza continuano a discutere. Particolarmente attivi, quelli del Nuovo centrodestra, fermamente intenzionati a superare la barriera del ridicolo.
A quanto pare, per far tornare gli assessori politici in giunta al posto di quelli tecnici, l’Ncd vuole tre posti in squadra.
Non intende rinunciare a nessuno fra Equitani, Fraticelli e Staccini.
Per fare questo, la giunta dovrebbe essere portata a sei. Così che l’Ncd ne avrebbe tre e uno ciascuno Udc, FdI e FI.
Sembrerebbe che Nuovo centrodestra, Forza Italia e Francesco Galli, attualmente nel gruppo misto, sui sei concordino. Gli altri due partiti, FdI e Udc, sarebbero meno convinti, tenendo un profilo più basso e distaccato.
Ma anche nell’Ncd, c’è chi come Bruni o Serra non starebbe facendo i salti di gioia per una giunta a sei, visto che la crisi è stata innescata ufficialmente perché la giunta a sette era troppo dispendiosa. Tutto questo tempo, solo per tagliare un assessore.
C’è poi il presidente Meroi. Anche lui poco propenso a portare a sei la giunta.
In ogni caso, cinque, sei, sette e mezzo, l’intesa non c’è e il Nuovo centrodestra vorrebbe puntare i piedi. O così o tutti a casa. Fanno i capricci. E la confusione a palazzo Gentili regna sovrana.
Al punto che il presidente del consiglio Francesco Bigiotti sarebbe stato costretto a inviare a ciascun consigliere una lettera in cui chiede di specificare a quale gruppo appartiene.
Ultimamente hanno cambiato casacca a una tale velocità che in provincia si fa fatica a capire chi rappresenta cosa.
Lo spettacolo può continuare.
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