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Lazio - Presentato il decimo rapporto dell’Osservatorio romano sule migrazioni - A Viterbo oltre 25mila cittadini stranieri

“Immigrazione, è ancora emergenza sociale”

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Viterbo

Viterbo 

Viterbo – Sono 25mila gli immigrati regolari che popolano Viterbo. Il dato emerge dal decimo rapporto dell’Osservatorio romano sule migrazioni presentato ieri presso la sala conferenze dall’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma.

Il rapporto, realizzato dalla Caritas in collaborazione con Roma Capitale, Provincia di Roma e Regione Lazio, descrive l’immigrazione a partire dai dati statistici disponibili su residenti, soggiornanti e richiedenti asilo, mercato del lavoro (sia dipendente che autonomo), caratteristiche demografiche e dimensione formativa (scuola, università, educazione degli adulti, formazione professionale).

“L’immigrazione a Roma e nel Lazio è ancora un’emergenza sociale: il processo di integrazione presenta la particolarità di procedere in modo spedito per quanto riguarda alcuni aspetti sociali e economici – lavoro, scuola, consumi – mentre va a rilento per quello che riguarda i diritti di cittadinanza. La cosa ancor più grave, però, è che esiste una vasta area di cittadini stranieri – i richiedenti asilo, i protetti internazionali, i rom, tanti minori non accompagnati – che sono completamente esclusi da politiche di accoglienza che garantiscano loro una vita dignitosa”Questo il succo del rapporto secondo il direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci, che lo hanno descritto nel dettaglio.

Nella decima edizione, l’Osservatorio romano sulle Migrazioni presenta lo stato dell’immigrazione nel quinto anno di crisi (2012) e, senza limitarsi alla Capitale, dedica diversi capitoli ai comuni della provincia di Roma e alle altre province laziali, dove la presenza straniera, che costituisce un rimedio anche allo spopolamento, da diversi anni va diffondendosi con tassi di crescita molto elevati. Sono quattro le principali direttive di insediamento degli immigrati nel Lazio: a nord verso Viterbo; a sud verso Latina; nella fascia litorale; nella zona montana. È, quindi, molteplice la varietà di questo insediamento, ma in generale si può dire che i livelli di integrazione sono più soddisfacenti nei contesti territoriali più piccoli rispetto al grande polo urbano di Roma, che invece rimane di primaria importanza per le sue possibilità occupazionali. La quantificazione della presenza straniera nel Lazio è alquanto complessa.

Per i ricercatori essa è superiore a quella rilevata dagli archivi ufficiali e si aggira su almeno 564 mila presenze regolari. Dall’archivio dei residenti dell’Istat si ricava che l’80 per cento vive nella provincia di Roma (secondo la stima prima riportata, 451 mila) e il 20 per cento vive nelle altre province (a Rieti oltre 10 mila residenti, a Frosinone oltre 20 mila, a Viterbo oltre 25 mila e a Latina oltre 35 mila).

La Capitale è anche luogo di arrivo di molti minori non accompagnati (2.224). Sono ben più numerosi i minori che vivono con le loro famiglie. Di essi sono iscritti a scuola 75.338 nel Lazio (di cui 4 su 10 nati in Italia, con una incidenza di circa il 10 per cento sul totale degli iscritti), 59.147 in Provincia di Roma, 37.905 a Roma Capitale (di cui 1/3 nelle elementari e 1/4 nelle medie), con una incidenza del 10 per cento sul totale degli iscritti; i soli studenti romeni sono 22.424.

Trattandosi del quinto anno di crisi, la situazione occupazionale ha conosciuto un netto peggioramento con aumento della povertà, maggiore ricorso alle mense sociali (come sperimentato dalla Caritas e dai 20 mila utenti delle mense convenzionate con il Comune), calo della produzione (specialmente nel settore industriale e, in particolare, in edilizia), aumento dei fallimenti e del tasso di disoccupazione (9,0 per cento a Roma, 9,3 per cento in Provincia e 10,7 per cento in Italia).

Tra gli immigrati di Roma, però, il tasso di disoccupazione risulta, seppure di poco, più contenuto, sia rispetto agli italiani che agli immigrati in Italia: 8,6 per cento a Roma, 10,0 per cento in Provincia e 12,1 per cento in Italia.

Il bilancio del 2012 tra assunzioni e cessazioni dei rapporti è stato negativo (-8.493) e, tuttavia, rimane elevato il numero degli occupati stranieri: 175.757 a Roma Capitale e 244.867 in Provincia (incidenza di circa un sesto sugli occupati complessivi). Il 53 per cento è inserito nelle professioni meno qualificate, con precarietà dei rapporti e sottoutilizzo delle competenze.

Continua a essere elevato il numero degli infortuni e urgente l’impegno a livello di prevenzione: 4.050 a Roma, 305 a Latina, 268 a Frosinone, 219 a Viterbo e 115 a Rieti.


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20 marzo, 2014

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