Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Mai più la guerra!”. Le parole del beato Giovanni Paolo II sono risuonate per bocca del vescovo Fumagalli nella chiesa di santa Maria del Suffragio. L’occasione è stata l’incontro di preghiera organizzato dall’Azione cattolica di Viterbo e dalla comunità degli ucraini cattolici residenti nella nostra provincia il pomeriggio di giovedì 27 marzo.
Un grande momento di comunione spirituale per chiedere, attraverso l’intercessione della Vergine Maria, il dono della pace non solo per l’Ucraina, ma anche per tutti i luoghi di conflitto, per i cristiani perseguitati nel mondo e soprattutto per le nostre comunità. Una pace che si costruisce nel vivere come Gesù ci ha insegnato giorno per giorno.
Suggestivo il rito, animato nelle due lingue (italiano e ucraino), che ha fatto sperimentare ai viterbesi presenti il grande clima di devozione e le melodiose invocazioni cantate tipiche della chiesa orientale.
Per la celebrazione è venuto da Roma anche il vescovo Dionisio Lachoviz, visitatore apostolico per i fedeli ucraini di rito bizantino in Italia; il quale ha ricordato la grande forza della preghiera, capace di distruggere um impero, come quello sovietico, che sembrava impossibile da scalfire. E anche ora, di fronte alla minaccia delle truppe russe ammassate ai confini, la preghiera è la speranza più forte.
Dal vescovo Lachoviz è arrivata anche la notizia che Viterbo si è resa disponibile a ospitare i feriti della rivoluzione di piazza Maidan che, a Kiev, ha portato alla fine del regime di Yanukovic: una rivoluzione pacifica, a cui anche i sacerdoti hanno dato il loro contributo spirituale confessando e assistendo i tanti giovani scesi in piazza.
La libertà, d’altronde, ha ricordato il vescovo Lino, è, insieme alla conversione del cuore, elemento imprescindibile per la costruzione di una pace condivisa e consolidata. E quale viatico migliore della preghiera composta da papa Wojtyla?
Azione Cattolica Viterbo
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