Grotte Santo Stefano – Riceviamo e pubblichiamo – Carnevale è finito e, anche in questo martedì grasso, Grotte Santo Stefano ha rivissuto una delle manifestazioni folkloristiche più particolari del nostro territorio.
Come ogni anno il Bucèfere, l’antica maschera del Carnevale grottano, ha letto il suo ritmato testamento.
Tutte le avventure e le disavventure degli abitanti della frazione di Viterbo sono state rivelate e il rogo purificatore è stato acceso in piazza dell’Unità.
La giovane associazione del Bucèfere che con impegno ha risollevato le sorti di una tradizione tanto antica che rappresenta un simbolo del nostro paese, ringrazia il numeroso pubblico accorso alla manifestazione.
Ci auguriamo che con il nostro costante impegno come associazione e il sostegno anche da parte delle istituzioni si riesca non solo mantenere in vita ma ad accrescere e far conoscere una tradizione popolare così antica e singolare le cui origini si rintracciano in riti remoti come gli antichi Lupercalia.
Il Bucèfere concluderebbe rivolgendosi a “Ommini, Cosommini e cazzabbuboli” invitandoli al prossimo Carnevale, certamente ricco di fatti divertenti o sconcertanti da declamare pubblicamente dalla loggia del Comune.
Associazione “il Bucefere”
Presidente Simone Gamberi
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