Viterbo – (g.f.) – Il Nuovo centrodestra non molla.
Per risolvere la crisi in provincia e togliere i tecnici, la giunta va riportata a sei, facendo rientrare tutti e tre i suoi assessori, Equitani, Fraticelli e Staccini e quindi un componente ciascuno a Fratelli d’Italia, Udc e Forza Italia.
Passano le settimane, ma le posizioni non cambiano. L’Ncd non molla, probabilmente alla fine l’avrà vinta, ma dovrà cedere sui compensi, come chiedono gli alleati.
Taglio netto al compenso degli assessori, riduzione nella composizione e nei costi delle commissioni, cavallo di battaglia quest’ultimo, in particolare di Fratelli d’Italia.
Lo spettacolo in ogni caso rimane deprimente. Il teatrino dell’indecenza politica non riesce a far calare il suo sipario.
Si va avanti, confortati da una certezza. Tra un anno comunque se ne dovranno andare.
Quella di Viterbo è la sola provincia del Lazio che a tutti gli effetti supererà il limite imposto dal ddl Del Rio, ovvero abolizione dal primo gennaio 2015.
Arriverà a naturale scadenza del proprio mandato, fino a maggio 2015. La sola nel Lazio e nel ristretto gruppo di dieci in tutta Italia.
Vista l’eccezione, meriterebbe un finale migliore, ma il territorio evidentemente non ha politici migliori rispetto a quelli che abitano a via Saffi. Avanti così.
Oggi è in programma il consiglio provinciale che vede all’ordine del giorno proprio la discussione della situazione politica dell’ente. Visto l’argomento, non proprio un dibattito felice.
Sempre che nella maggioranza intendano partecipare, oggi è prevista anche la surroga del consigliere Pd Bengasi Battisti che si è dimesso, con il suo collega Tolmino Piazzai.
Con l’ingresso dell’ex sindaco di Acquapendente, ci saranno le dieci firme necessarie per la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione.
Voti cercasi disperatamente, per staccare la spina. Una volta per tutte.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY