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Viterbo - Il deputato del Pd ieri all’iniziativa con Ercolini, vincitore del Goldman Environmental Prize 2013

Mazzoli: “Il porta a porta strumento per tendere ai rifiuti zero”

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Alessandro Mazzoli con Ercolini ed Enrico Panunzi a Vetralla

Alessandro Mazzoli con Rossano Ercolini ed Enrico Panunzi a Vetralla

Viterbo – “Il porta è porta rappresenta lo strumento da incentivare per tendere all’obiettivo dei rifiuti zero. Nel Viterbese abbiamo scontato anni di ritardo nell’avvio della raccolta differenziata: dal 1997 al 2005 abbiamo perso tempo prezioso per combattere la realizzazione di un inceneritore a Viterbo che avrebbe bruciato tal quale senza alcun tipo di riciclo. Una sfida vinta dal centrosinistra. Nel 2005 la differenziata a livello provinciale era ferma al 3,9%.

Nel 2010 era arrivata al 30%, da allora lì si è fermata. Avremo un incremento sui dati dello scorso anno per l’avvio del riciclo a Viterbo e Civita Castellana, ma molto resta da fare. Il collegato Ambiente alla legge di Stabilità 2014, in discussione in Parlamento, offre in questa direzione risposte e strumenti utili”. Lo ha detto ieri il deputato del Partito democratico Alessandro Mazzoli, partecipando all’iniziativa organizzata a Vetralla dal locale circolo Pd con Rossano Ercolini, vincitore del Goldman Environmental Prize 2013 (l’equivalente del premio Nobel per i rifiuti) e presidente della Zero Waste Europe. Presenti anche il consigliere regionale Pd Enrico Panunzi, il segretario provinciale Andrea Egidi, il vicesindaco di Oriolo Romano Italo Carones e l’assessore all’Ambiente del Comune di Vetralla, Dario Bacocco. A coordinare il dibattito Gabriella Norcia.

Ercolini si occupa di rifiuti dal 1987 come attivista, poi con gli anni è diventato direttore del Centro di ricerca Rifiuti zero del comune di Capannori (Lucca) e il suo modello ha fatto scuola nel mondo. Il suo progetto che tende all’eliminazione dell’immondizia nel tempo, è stato ripreso da 213 comuni italiani (nel Viterbese vi aderiscono, tra gli altri, Bassano in Teverina, Oriolo Romano, Corchiano, Capranica e Civita Castellana) e viene applicato anche all’estero. I dieci passi verso i rifiuti zero sono: raccolta differenziata, raccolta porta a porta, compostaggio, riciclaggio, centro di riparazione e riuso, iniziative di riduzione dei rifiuti, incentivi economici, recupero e separazione dei residui nonché centro di ricerca, migliore progettazione industriale, discarica temporanea. “Se separo la frazione organica da quella inorganica – ha detto Ercolini – i rifiuti non ci sono ma ci sono le risorse. Il nostro no agli inceneritori non è ideologico bensì funzionale: se separo, il 70% dei rifiuti viene già recuperato e diventa una risorsa economica”.

Una filosofia che ha ottenuto il plauso dei presenti. “Questo processo – ha commentato Mazzoli – richiede un ripensamento radicale della produzione e dell’abitudine a consumare. Una sfida che coinvolge tutta la società: in Italia la differenziata è intorno al 39,9%”. Il deputato del Pd, dopo aver ricordato l’impegno del Governo nei mesi scorsi sulle emergenze come Ilva e Terra dei fuochi insieme all’introduzione della legge contro i reati ambientali, ha illustrato i punti di convergenza tra il progetto Rifiuti zero e il collegato ambientale.

“Il provvedimento – ha spiegato Mazzoli – introduce regole per l’acquisto di beni e materiali da parte della pubblica amministrazione per abbassare il consumo energetico e l’impatto ambientale; prevede accordi con i distributori per abbattere gli sprechi alimentari (circa il 30% del cibo prodotto viene buttato); stabilisce incentivi per i privati e il pubblico che acquistano prodotti realizzati da materiali riciclati; posticipa al 2020 l’obiettivo del 65% di differenziata perché più attinente alla difficile condizione di partenza in Italia e introduce anche quello del 50% di recupero di carta, vetro, plastica e metalli”. Il collegato, infine, aumenta la responsabilità dei Comuni nella gestione del ciclo e si prende una pausa di riflessione sui termovalorizzatori: nessuna nuova autorizzazione e quattro mesi dall’entra in vigore del provvedimento verranno utilizzati per valutare gli impianti esistenti. Solo poi, si deciderà come agire in futuro.

 


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30 marzo, 2014

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