Viterbo – (g.f.) – La giunta provinciale punta alla sufficienza. Sei politico.
Sei come il numero d’assessori su cui il Nuovo centrodestra continua a puntare per chiudere la crisi senza fine a palazzo Gentili.
Ieri, altro incontro inconcludente, con Ncd sempre convinto che riportando a sei la squadra e rimettendo dentro gli assessori politici al posto degli attuali quattro tecnici, non solo si risolveranno tutti i problemi dell’ente, ma i benefici effetti si sentiranno fino in Ucraina, dove il presidente russo Putin è pronto a fare marcia indietro al minimo segnale di ricompattamento della maggioranza targata Meroi.
Sul numero sei, a quanto pare alla fine il presidente Meroi potrebbe cedere, a patto che ci sia convergenza e che si metta la parola fine a un’imbarazzante vicenda che non ha eguali a palazzo Gentili. Poco importa, conta solo che l’Ncd mantenga i propri tre assessori.
Ma la parola fine per ora non si vede. E nessuno può dire quando accadrà, così come nessuno conosce con esattezza come siano composti i gruppi di centrodestra, a quale formazione appartengano i diversi consiglieri, essendo alcuni divenuti campioni mondiali di cambio di casacca.
Ieri c’è stata una riunione, oggi ce ne dovrebbe essere un’altra, con Fratelli d’Italia e Udc.
Domani ne faranno un’altra invitando anche il mago Otelma, Silvan e Sbirulino in collegamento diretto con l’aldilà. Sarà quella risolutiva.
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