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Tarquinia - Il capogruppo del M5s alla Pisana, Davide Barillari, in un post ricorda l'imprenditore di Tarquinia morto suicida mercoledì, e punta il dito contro chi "lascia morire i più deboli tra i debiti"

“Non sono suicidi ma omicidi di stato”

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David Barillari

David Barillari 

Tarquinia –  “Non sono suicidi per la crisi economica: sono omicidi di stato”.

Dure le parole del capogruppo del Movimento 5 stelle alla Pisana Davide Barillari. L’esponente del M5s ulla sua pagina Facebook, listata a lutto, scrive per ricordare Francesco Evangelisti, l’imprenditore nautico di Tarquinia morto suicida mercoledì scorso.

All’origine del gesto la grave situazione economica dell’imprenditore causata probabilmente da crediti vantati ma mai riscossi a causa di una crisi dilagante, che si sono presto trasformati in debiti. Nella lettera ritrovata dai carabinieri Evangelisti si scusa con i suoi cari e chiede che sia cremato e di non spendere soldi per un funerale, ma di fare un pranzo per ricordarlo. Nella sua ultima lettera parla anche della sua sfortuna imprenditoriale e di come in un modo o nell’altro era sempre riuscito ad alzarsi, tranne questa volta. Per questo spera che nel posto dove sta andando la gente paghi.

Evangelisti era anche un attivista del Movimento 5 stelle del Lazio, passione che condivideva con l’amico Barllari.

“Quando un’angoscia profonda – scrive l’esponente del M5s – si abbatte di colpo su una famiglia a te molto vicina scopri, da un momento all’altro, la vera e concreta inutilità delle istituzioni che dovevano garantirti un’esistenza dignitosa, la salute, un lavoro, una casa. Questo profondo dramma non colpisce i miei genitori ma quelli di un mio fraterno amico. Francesco è il cuore pulsante del gruppo consiliare del Movimento 5 stelle Lazio. Il padre di Francesco ha perso la speranza che ancora cresceva nel cuore del figlio, e non ce l’ha fatta.

Francesco viveva con noi l’inutilità delle istituzioni, sorrideva di fronte alla stupidità della politica e la derideva. Da oggi non lo farà più. Solo lacrime e una rabbia infinita, incontenibile. Quando un imprenditore si impicca, non è solo un problema personale o della sua famiglia. E’ un problema di ognuno di noi. Chi lascia morire i più deboli – dice infine – fra i debiti, per non rinunciare ai propri fottuti e ricchi privilegi di un potere vuoto e inutile. Assassini di stato”.


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7 marzo, 2014

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