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Viterbo - È questo l’obiettivo del nuovo progetto avviato da Confcooperative che coinvolgerà dieci istituti scolastici della Tuscia

“Promuoviamo cooperazione e produzione tipica”

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Bruna Rossetti

Bruna Rossetti 

Viterbo – “Promuovere la cooperazione e valorizzare la produzione tipica e di qualità a tutti i livelli scolastici diversificando messaggio e argomenti in base all’età dei ragazzi e del grado di istruzione. È questo l’obiettivo del nuovo progetto avviato da Confcooperative Viterbo che coinvolgerà 10 istituti scolastici della Tuscia”.

A dichiararlo è Bruna Rossetti, Presidente di Confcooperative Viterbo.

Prima scuola coinvolta, il centro di formazione professionale “Ivan Rossi” di Civita Castellana dove la settimana scorsa 28 alunni hanno preso parte ad un percorso di valorizzazione delle tipicità agroalimentari della cooperazione guidati da Stefano Cerioni dell’associazione Italiana Socio-Educatori per la Cooperazione (Aisec) e da Paolo Fiorenzo della cooperativa Lhasit.

“Il progetto che abbiamo messo in campo – prosegue Bruna Rossetti – punta a far conoscere in modo diretto la vita della cooperazione attraverso i documenti propri della società cooperativa, facendo soffermare ragazze e ragazzi sui principi del mondo delle cooperative: democrazia partecipata, inclusione sociale, pari opportunità, integrazione. Un percorso che di volta in volta passerà per la costituzione e l’individuazione degli organi sociali, fino ad arrivare ai concetti base di contabilità e bilancio.

Il tutto – spiega la Rossetti – attraverso il racconto di casi concreti, l’illustrazione dei principali elementi organizzativi e il coinvolgimento in giochi di ruolo basati sulla messa in condivisione delle competenze. Alcuni istituti, come ad esempio gli alberghieri e gli agrari, saranno inoltre sensibilizzati alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio prodotti in forma cooperativa”.

Recenti studi condotti dalla Comunità Europea su “istruzione e imprenditorialità” hanno dimostrato che gli studenti con una formazione all’imprenditorialità, non solo hanno maggiore probabilità di trovare un impiego, ma anche quella di avviare attività in proprio.

“La formazione imprenditoriale – sottolinea la Presidente di Confcooperative Viterbo – è uno dei modi migliori per sostenere la crescita e creare posti di lavoro. Infatti, una percentuale compresa tra il 15 e il 20% degli studenti che partecipano a un programma di mini-impresa, in cui gli alunni sviluppano o simulano le operazioni di una vera azienda, in seguito avvia aziende in proprio. E questo dato è da tre a sei volte superiore rispetto al resto della popolazione.

Anche coloro che invece non avviano aziende in proprio si posizionano comunque meglio sul mercato del lavoro. Tant’è vero – conclude Bruna Rossetti – che il 59% degli studenti che hanno seguito una formazione all’imprenditorialità è stato poi assunto direttamente dopo le scuole superiori”.


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22 marzo, 2014

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