Civita di Bagnoregio – Riceviamo e pubblichiamo – La serata prometteva bene già dal mattino: il cielo limpido, una temperatura accettabile ed un fiume di gente in fila per visitare Civita di Bagnoregio facevano presagire che la Processione sarebbe stata perfetta.
Centinaia di camperisti in sosta già dal giorno prima pronti ad assistere al tradizionale evento del trasporto del crocefisso di Civita, una splendida scultura lignea del quattrocento deposta dalla croce una sola volta l’anno e portata a spalla fino a Bagnoregio per la Processione del Venerdì Santo.
La leggenda racconta che il falegname che ha dovuto segare le braccia del Cristo in croce per poterlo distendere su una bara, abbia successivamente perso la vista.
Apre la sfilata un’abbagliante quadriga formata da quattro cavalli neri con indosso straordinari finimenti in cuoio messi per unire i cavalli al cocchio con sopra l’auriga romana ben addestrata e capace di guidare tra due ali di folla quattro stalloni neri resi nervosi, oltre che dal grande numero delle persone presenti, da una lunga serie di fiaccole accese sui due lati del lungo il percorso.
Oltre 350 personaggi di cui più di cento in costume d’epoca disegnati dal compianto architetto Luciana Bartoloni e realizzati da artigiani locali sfilano in silenzio dopo aver atteso la flagellazione di Cristo sulla piazza principale del paese.
La Processione di Bagnoregio affonda le sue origini nel lontano XVII secolo e rappresenta contestualmente l’immagine del Cristo vivente mentre sale sul monte Golgota per essere crocifisso e quella del Cristo morto deposto su una bara e oggetto di devozione e preghiera.
Particolarmente emozionante è il momento in cui il Cristo deposto sulla bara traversa la via principale del paese e quasi per incanto le migliaia di persone presenti si ammutoliscono, trattengono il respiro e raccolti in un religioso raccoglimento attendono che la bara scivoli silenziosa tra la moltitudine di gente ferma, in piedi e con il capo chino.
Molta la gente che alla fine della manifestazione ha apprezzato la qualità dei costumi e la spettacolare ambientazione scenica allestita dal Comitato in piazza Cavour, quest’anno si è anche rinnovato completamente l’impianto di amplificazione sostituendo la vecchia apparecchiatura con casse, ricevitori e trasmettitori nuovi e tecnologicamente avanzati.
Un ringraziamento particolare alle Truccatrici della Croce Rossa Italiana che con il loro lavoro hanno saputo rendere verosimile la scena della flagellazione.
Il Comitato
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