Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo accolto con interesse le dichiarazioni di Macchitella riguardo la volontà di riutilizzare i locali dell’ospedale grande degli infermi, secondo diverse opzioni, che attualmente è abitato da piccioni e topi, ma che costa ai cittadini ben 820mila euro all’anno grazie alla cartolarizzazione di Storace. Anche la prossima apertura della casa della salute ad Acquapendente permetterà di ospitare in struttura pubblica servizi sanitari ora in affitto in locali privati.
La stessa situazione però è presente a Tarquinia, dove vari servizi sanitari sono ospitati dal 2005 presso un albergo dismesso con il costo per l’affitto di 124.999,08 euro all’anno. Attualmente questi servizi potrebbero essere riospitati presso l’ospedale di Tarquinia. Stessa realtà a Montefiascone dove è in affitto un intero palazzo per ospitare servizi Asl al costo annuo di 111.116,86 euro, oggi potrebbero essere trasferiti alla casa della salute.
Vetralla e Civita Castellana presentano lo stesso problema. Ogni anno quindi solo per gli affitti la nostra Asl spende la cifra di 2.594.520,36 euro, situazione che venti giorni fa è stata oggetto di una interrogazione parlamentare da parte del deputato Bernini al ministro della Salute. Lo scorso anno Macchitella, nell’ottica di una piena trasparenza amministrativa, ci ha fornito questi dati, affermando di voler cambiare questa situazione.
Oggi, con il ridimensionamento degli ospedali e la nascita delle case della salute l’obiettivo è raggiungibile. Lo stesso presidente Zingaretti sembra intenzionato a cambiare radicalmente strategia, non più aumento progressivo dell’addizionale Irpef e continuo blocco delle assunzioni ma lotta ai veri sprechi.
Rimaniamo però perplessi rispetto al futuro di ematologia; se l’ospedale di Montefiascone diviene casa della salute, il reparto di ematologia che doveva nascere lì dove andrà, tenendo presente che erano stati raccolti anche fondi da parte dei cittadini per far rinascere ematologia con piena capacità assistenziale compreso la possibilità del trapianto in loco del midollo osseo.
Altro dubbio riguarda la rete delle emergenze con Acquapendente che rimane primo soccorso, anche con la futura eliambulanza, ma che dista sempre 70 chilometri da Belcolle e Belcolle, ormai saturo e che non si sa quando verrà completato. Forse, piuttosto che procedere con annunci più o meno fumosi, sarebbe opportuno indire gli stati generali della sanità viterbese con sindacati ed associazioni, in modo da realizzare una vera operazione verità anche perché siamo convinti che il 2014 sarà l’anno della rinascita della nostra sanità o del tracollo definitivo
Unione sindacale di base
Dipartimento Sanità
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