Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mentre incombono i frenetici quanto paradossali preparativi del grande “concertone” del primo maggio a piazza san Giovanni a Roma, promosso da Cgil, Cisl e Uil, noi del sindacato autonomo, preferiamo far ascoltare ben altra musica, o meglio, la protesta di quei lavoratori che in trincea sono stati dimenticati da troppo tempo.
Quando con note del 18 giugno 2013 e del 30 settembre 2013, sollecitammo gli organi responsabili della Ausl Viterbo, evidenziando il grave disservizio arrecato agli utenti e le condizioni a dir poco pericolose (da quarto mondo) nelle quali operano medici, infermieri ed ausiliari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, eravamo convinti che di lì a poco, avremmo assistito a qualche intervento utile ad ottenere un minimo di miglioramento della vergognosa situazione.
Ci illudemmo, pensando che le decine di pazienti parcheggiati anche per giorni sulle barelle nel corridoio del citato pronto soccorso, potessero rappresentare una priorità assoluta e suscitare un qualche doveroso provvedimento anche di carattere eccezionale.
Oggi, quasi in preda alla disperazione per l’ulteriore peggioramento della situazione, gli accessi al pronto soccorso di Belcolle sono aumentati nei primi tre mesi del 2014 di oltre 250 pazienti rispetto allo stesso periodo del 2013, pensiamo che sia il caso di scomodare anche il presidente della Regione Lazio, invitandolo a riflettere sul vero senso del suo mandato.
Abbiamo individuato due date (non influenzate da eventi straordinari) per rilevare alcuni dati ufficiali significativi e comunque rappresentativi della quotidianità, degli accessi al pronto soccorso di grandi ospedali romani, per confrontarli con quelli del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.
24 aprile 2014 ore 11,14:
Policlinico Gemelli codici rossi 2, gialli 13, verdi 21
Ospedale San Giovanni codici rossi 0, gialli 8, verdi 13
Sant’Andrea codici rossi 0, gialli 9, verdi 13
Belcolle codici rossi 5, giallo 16, verdi 12
29 aprile 2014 ore 12,44:
Policlinico Gemelli codici rossi 2, gialli 9, verdi 14
Ospedale San Giovanni codici rossi 0, gialli 7, verdi 14
Sant’Andrea codici rossi 2, gialli 9, verdi 12
Belcolle codici rossi 3, giallo 13, verdi 17
Come si può notare, nemmeno il pronto soccorso del policlinico universitario Gemelli che è Dea di secondo livello compete con quello di Belcolle, ricordiamo inoltre, che è in uso presso gli ospedali romani, registrare come accessi al pronto soccorso, anche i pazienti che direttamente vengono trasferiti nelle unità di degenza provenienti da altri ospedali; ciò, falsa sensibilmente a vantaggio degli stessi i dati citati.
Paradossale poi, il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea, nonostante presenti dati notevolmente inferiori rispetto a quello di Belcolle, ha un numero di infermieri, ausiliari e medici, notevolmente superiore rispetto allo stesso.
Purtroppo, come abbiamo già detto, Viterbo e la sua provincia si trovano ubicate sfortunatamente nella Regione Lazio ed ingoiate nella voragine romana. Così, al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle gli operatori, mentre subiscono minacce di morte aggressioni fisiche e improperi irripetibili dei cittadini inferociti, continuano ad assistere mediamente 160 pazienti al giorno con 14 medici effettivi nelle 24 ore, in base alla normativa dovrebbero essere almeno 20, con 38 infermieri che dovrebbero essere non meno di 48, mentre di ausiliari ne mancherebbero almeno 4.
Signor presidente, non vorremmo seguire l’esempio di quei politici che preferiscono trasferire i propri parenti bisognosi di cure in altri ospedali, in quanto ritengono che se il pronto soccorso di Belcolle (prima finestra o biglietto da visita) è in queste condizioni, figuriamoci cosa c’è al suo interno! Vorremmo semplicemente, che con il suo autorevole intervento, magari razionalizzando meglio le risorse a vantaggio di pari opportunità e di uguale trattamento dei cittadini della stessa Regione Lazio, si possa almeno garantire in modo decente un servizio prioritario come è il pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.
Lo stesso appello rivolgiamo alle altre autorità, nel rispetto dell’ordine pubblico della sicurezza dei cittadini e degli operatori, nonché dell’osservanza scrupolosa dei livelli essenziali di assistenza.
Vittorio Ricci
Segretario provinciale Fials
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