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Viterbo - Danilo Primi, residente a Ponte di Cetti e presidente del consorzio Due Casali, segnala il mancato servizio di raccolta differenziata

“Il comune deve garantirci le isole di prossimità”

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Danilo Primi

Danilo Primi

L'immondizia in strada Due Casali

L’immondizia in strada Due Casali

L'immondizia in strada Due Casali

L’immondizia in strada Due Casali

Viterbo – “Il comune deve garantirci le isole di prossimità”.

Continua l’odissea delle isole di prossimità a Ponte di Cetti. Posizionate prima nei pressi del mobilificio, sono state poi spostate in strada Tuculca e poi sono arrivate in quella Due Casali. Tutte zone private in cui i secchioni non potrebbero stare e dove ora proliferano discariche all’aria aperta. Danilo Primi, presidente del consorzio vicinale Due Casali, non ci sta più e sbatte i pugni chiedendo al comune di garantire l’efficienza del servizio di differenziata anche a chi abita in periferia.

“Nel momento in cui è partita la differenziata – dice Primi – Viterbo è stato diviso in tre zone, A, B e C. Aree periferiche come Ponte di Cetti fanno riferimento all’ultima che prevede l’istituzione di isole di prossimità. All’inizio sono state messe nei pressi di un mobilificio e successivamente sono state spostate in strada Tuculca. Entrambe sono private e quindi la società è stata costretta a rimuoverle”.

Ora si trovano in strada Due Casali. “Non avendo più un posto in cui posizionarle hanno pensato bene di metterle in strada Due Casali. Ma con un’anomalia, nel senso che ci sono solo secchioni dell’indifferenziato e non le isole. La zona dunque si è trasformata in una discarica pubblica, perché tutti i residenti che si trovano sulla Cassia vengono lì a buttare l’immondizia, compresi gli abitanti di Tobia. Si tratta di case di campagna che producono grandi quantità di immondizia e spesso nei secchi ci sono potature di frasche ed erba. Ci si trova di tutto”.

Un’ordinanza del comune, però, stabilisce l’obbligatorietà della differenziata. “Il provvedimento è in vigore dal primo aprile e prevede ammende per chi non fa la differenziata o chi butta la sporcizia fuori dai cassonetti. E’ un controsenso, però, perché senza isole di prossimità non ci permettono di farla. Sono stato anche in comune per chiedere spiegazioni, ma mi hanno detto che, al momento, non sanno dove metterle e che stanno pensando di avviare il porta a porta. Ma con questi tempi…”.

I residenti sono stufi. “Dà fastidio vedere buste rotte, bottiglie o cartacce sulla strada che è consorziale e che dunque viene pulita da chi ci abita. L’amministrazione non ci ascolta perché siamo pochi e sottovaluta i nostri disagi. Noi, invece, paghiamo un servizio che vogliamo ci venga garantito“.

Da qui la richiesta di Primi. “Devono garantirci le isole di prossimità. Nelle nostre vicinanze c’è anche un piccolo condominio in cui, ogni giorni, si ferma un camioncino a ritirare il porta a porta. Non capisco sulla base di quale criterio, in quel palazzo sia possibile, mentre noi siamo costretti a vivere con una discarica a pochi metri dalle nostre case. Siamo stufi di vedere sacchi in mezzo alla strada, bisogna che il comune si attivi per una soluzione, posizionando i secchioni per la differenziata e dando anche a noi, abitanti della periferia, la possibilità di metterla in atto”.

 


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22 aprile, 2014

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