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Viterbo – Finti ciechi per incassare le indennità dell’Inps. E invece non ci vedevano davvero.
A questa conclusione sarebbe giunto il professor Bacci, medico specialista in oculistica. Il gip Franca Marinelli del tribunale di Viterbo lo ha nominato come perito per l’incidente probatorio su due viterbesi, presunti falsi ciechi indagati per truffa.
Secondo il medico, il più anziano dei due, ultraottantenne, sarebbe totalmente cieco almeno dal 1947.
L’altro è sulla sessantina, con una patologia meno grave e più recente: a causa di emorragie alla retina, alterna momenti di cecità totale a residui di vista. Ma gli accertamenti del perito disegnerebbero comunque un quadro clinico compromesso e in progressivo peggioramento.
Le indagini, coordinate dal pm Paola Conti, partono tra il 2012 e il 2013 da una serie di acquisizioni di documenti negli uffici della Asl. E’ l’operazione “Vedo non vedo”: cinque persone vengono denunciate dai Nas per truffa, con l’accusa di aver finto patologie agli occhi, pur di mettere in tasca le indennità speciali e di accompagnamento. Gli investigatori li riprendono in attività quotidiane apparentemente incompatibili con una cecità assoluta (video). Uno dei cinque faceva addirittura il maniscalco, ma non si tratta dei due indagati sui quali il dottor Bacci ha svolto la perizia.
Il sessantenne e l’ultraottantenne, entrambi assistiti dall’avvocato Massimo Pistilli, sarebbero stati visti attraversare tranquillamente la strada o muoversi con sicurezza dentro una stanza e prendere dei fogli. Un’attività, quest’ultima, più che possibile per il sessantenne, in uno dei suoi momenti di vista appannata e non completamente assente. Il perito avrebbe parlato di bulbi oculari quasi atrofizzati.
Gli atti, ora, dovranno tornare al pm che potrà archiviare le due posizioni o chiudere l’indagine e chiedere il processo. Senza escludere un alleggerimento dell’accusa, in base ai risultati della perizia.
Oltre ai cinque presunti falsi ciechi denunciati dai carabinieri, era finita nei guai anche una donna 73 anni, “smascherata” dalla finanza e difesa dall’avvocato Fabrizio Ballarini. Per lei stesse accuse: prendeva la pensione di una cieca assoluta, ma si muoveva con disinvoltura nel fare la spesa o nell’eseguire altre attività.
All’incidente probatorio il perito del gip Fabrizio Bianchi escluse la cecità assoluta. Ma dai 110mila euro iniziali, contestati come indennità illecite, la signora si è vista chiedere conto solo 37mila euro di accompagno percepito senza averne diritto. Accusa alleggerita e indagine chiusa. Ora aspetta il processo.
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