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Viterbo - Il parco si popola di attivisti per l'iniziativa di Aucs, Arci e La strada dell'orto

Grandi e piccini per la guerrilla gardening a porta della Verità

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Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

Bimbi giardinieri

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

Umberto Cinalli al lavoro

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

La bomba di argilla con i semi in preparazione

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

Piantine e attrezzi del mestiere

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

L’aiuola pulita che diventerà un orticello

Guerrilla gardening al parco di porta della Verità

Aucs onlus, Arci e La Strada dell’orto al parco

Viterbo – (f.b.) – Rastrelli, piantine, semi e argilla. E poi bambini intraprendenti e curiosi aiutati dai loro genitori ambientalisti (fotogallery).

Un mix perfetto per rivoluzionare un parco spento e grigio come quello di porta della Verità e trasformarlo in un coloratissimo angolo pieno di vita e allegria.

E’ la guerrilla gardening organizzata questa mattina dalle associazioni Aucs onlus e La Strada dell’orto in collaborazione con Arci Viterbo all’interno del programma di Resist 2014.

L’appuntamento, fissato per le 10,30, era rivolto a grandi e piccini. In tanti hanno risposto all’appello e si sono lasciati coinvolgere dagli organizzatori armati di guanti, zappa e tutto il necessario per il giardinaggio.

I più piccoli hanno preparato le seed bombs (bombe di semi) impastando con le loro laboriose mani l’argilla all’interno della quale hanno inserito i semi dei fiori.

Girasoli, margherite e primule, ancora nascoste nella loro culla di terra, sono state poi gettate negli angoli più grigi e spenti del parco di porta della Verità e non solo. Basterà qualche goccia di pioggia e poche settimane per farli germogliare e riempire di vita anche i punti più impensabili della periferia viterbese.

Mentre i bambini lavoravano giocando con i fiori, i più grandi zappavano le aiuole ormai piene di erbacce. Con rastrelli e sacchi Umberto Cinalli e gli altri hanno ripulito il tutto e poi preparato la terra ad accogliere le piante dell’orto.

All’ombra delle mura di Viterbo sorgeranno quindi a breve pomodori, lavanda, fagioli e fragoline. Il tutto grazie alla “guerrilla”, ovviamente non violenta, improvvisata per festeggiare anche in un modo diverso dal solito la ricorrenza del 25 aprile.


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27 aprile, 2014

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