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Viterbo - Pieranna Falasca e Virgilio Perini (Legambiente) lanciano l'allarme sui tagli che vengono effettuati

“I boschi della Tuscia sfruttati e danneggiati”

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Un bosco

Un bosco – Le immagini di Lagambiente

Un bosco

Un bosco

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Che da alcuni anni a questa parte i boschi della Tuscia Viterbese siano oggetto di uno sfruttamento forsennato per la produzione di legna da ardere è una constatazione che crediamo non sia sfuggita nemmeno a osservatori distratti o non particolarmente sensibili al colpo d’occhio che offre il paesaggio.

Il fenomeno interessa sia appezzamenti privati che pubblici, in quest’ultimo caso finalizzato a rimpolpare casse comunali sempre meno sostenute da finanziamenti statali. Le ceduazioni, effettuate da ditte che acquistano il taglio in sede d’asta, vengono condotte con poca o nessuna osservanza per le normative vigenti. In altri termini, vengono abbattuti anche

Un bosco - Le immagini di Lagambiente

Un bosco – Le immagini di Lagambiente

Bosco - Un albero destinato alla “matricinatura” tagliato

Bosco – Un albero destinato alla “matricinatura” tagliato 

, cioè destinati a fornire il nucleo da cui dovrebbe iniziare la ricostituzione del bosco; questi alberi sono riconoscibili per la singola macchia o il singolo anello posto attorno al tronco.

Per entrare nel concreto, vogliamo rendere pubbliche una serie di nostre osservazioni riguardanti il taglio, giunto ormai alle fasi finali, di un ceduo misto a cerro e carpino posto lungo la riva destra del Fosso di Valle Oscura, dunque sul versante che ricade nel comune di Vasanello; il taglio riguarda una particella di proprietà della locale Università Agraria.

Riportiamo in elenco una serie di osservazioni, evidenti anche dalle foto scattate sul posto, sugli aspetti più deteriori dell’opera, alcuni dei quali configurano un vero e proprio illecito.

Abbattimento di matricine, cioè di piante segnate con singolo cerchio e pertanto da risparmiare secondo il piano di taglio; fra l’altro, le poche matricine lasciate sono individui esili, in gran parte condannati a essere abbattuti dal vento, come ampiamente accaduto nelle particelle circostanti oggetto di sfruttamento negli anni immediatamente precedenti.

Taglio di alberi fin sul bordo del corso d’acqua, in diversi casi con successivo abbandono dei tronchi perché troppo difficili da recuperare.

Ingente riempimento dell’alveo del ruscello con frascame, che giunge in diversi punti a rallentarne significativamente la velocità di scorrimento.

Ampie fasce di “clear cutting”, con asportazione totale non solo delle matricine ma anche del sottobosco (comunque gravemente danneggiato in tutta l’area).

Abbattimento di un maestoso cerro sulla sponda sinistra del corso d’acqua, ricadente nel territorio di Soriano nel Cimino e di proprietà demaniale.

Vorremmo sottolineare che su quest’ultima area il comune di Soriano ha deliberato l’istituzione di un’oasi naturalistica, il monumento naturale del Mandrione – Valle Oscura, che attende la sua attuazione finale in Regione. Nei prossimi anni altre particelle che circondano l’area del futuro monumento naturale andranno all’asta; se le ceduazioni verranno condotte con l’approccio vandalico che le ha caratterizzate finora sarà davvero arduo che l’area protetta possa assolvere ai compiti per i quali l’abbiamo così fortemente voluta.

 Pieranna Falasca
Virgilio Perini
coordinamento provinciale Legambiente Viterbo

 


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5 aprile, 2014

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