Viterbo – “Il sistema cooperativo del Lazio è quarto in Italia per numero di cooperative – alle spalle di Lombardia, Sicilia e Campania – e terzo per numero di occupati dopo Lombardia ed Emilia Romagna”. Ad evidenziarlo il Report di Ricerca sul sistema cooperativo del Lazio presentato presso il Palazzo della Cooperazione di Confcooperative Viterbo. Unione Viterbese che, con 549 realtà presenti sul territorio della Tuscia, registra invece il più alto numero di cooperative attive di tutto il centro Italia.
“Il Report – spiega la presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti – presentato da Assforseo formazione-sviluppo-occupazione, è stato realizzato nell’ambito della sovvenzione globale S.Coop Servizi per le cooperative, per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese cooperative del Lazio, finanziata dalla Regione Lazio nell’ambito del Fondo sociale europeo”.
Assieme alla presidente Bruna Rossetti, sono intervenuti il presidente di Assforseo Paolo Luci, Romano Benini, esperto in politiche del lavoro, formazione e welfare, e Gabriele Levi, esperto in campo socio economico e sviluppo locale. Al termine degli interventi, il workshop “Le imprese cooperative nella provincia di Viterbo: quali prospettive?” che ha visto la partecipazione di numerose cooperative della provincia di Viterbo.
“Le potenzialità presenti nel sistema cooperativo regionale – sottolineano i responsabili di Assforseo – costituiscono in parte ancora un patrimonio tacito che va riconosciuto e comunicato, in primo luogo all’intyerno dello stesso sistema cooperativo e in secondo luogo ai decisori istituzionali, affinché possano promuovere politiche e interventi adeguati attraverso un’azione che sia al tempo stesso efficace e selettiva in modo da sostenere i comportamenti virtuosi e che miri a dare qualità al sistema. La consapevolezza che emerge dai dati e dal confronto è che il processo di qualificazione del sistema cooperativo laziale costituisce oggi un aspetto importante, ma non adeguatamente riconosciuto, del sistema economico e sociale del Lazio. La cooperazione – dichiarano da Assforseo – è oggi nello snodo tra economia e società e le politiche regionali possono favorire questa funzione attesa e positiva per lo sviluppo sostenibile”.
Nel Lazio – si legge nel Report di ricerca – opera circa il 10% del totale delle cooperative italiane con un’incidenza dell’1,7% sul totale delle imprese regionali, valore al di sopra della media nazionale (1,5%). In termini settoriali è la prima regione per percentuale di occupati nel comparto “altri servizi” (71,4%). Rispetto all’andamento economico, un terzo del campione coinvolto nella ricerca ha visto aumentare il proprio fatturato nel corso del biennio 2011-2012 mentre per il 41% l’andamento economico è rimasto sostanzialmente stabile. Anche in termini occupazionali i riscontri sono positivi e confermano una buona capacità di tenuta. Infatti, oltre la metà delle cooperative intervistate (53%) ha mantenuto sostanzialmente invariato l’organico occupazionale. E nel 32% dei casi viene segnalato un incremento del numero di occupati.
“Tra gli esperti coinvolti nella ricerca – proseguono da Assforseo – è difatti diffusa l’opinione di una maggiore validità del sistema cooperativo in tempo di crisi, perché riproduce un modello in grado di attivare meccanismi di difesa di occupazione nelle fasi di contrazione economica”.
“Siamo un’organizzazione – ha detto infine Bruna Rossetti, parlando di Confcooperative Viterbo – che ha saputo diventare protagonista del territorio con 13900 soci, 1600 addetti, 4mila abitazioni costruite, 1500 assistiti e 155milioni di euro di fatturato aggregato al netto del credito cooperativo. Un’organizzazione che ha saputo sviluppare anche un sistema di comunicazione aperto al mondo della cooperazione – con la nascita di Radiocoop76, la prima radio web delle cooperative viterbesi – e un Welfare Sociale rivolto a tutti i cooperatori. Un Welfare che va dal Centro Servizi alle Aree ricerca, progettazione, formazione, servizi assicurativi; dall’Uniservus a Fedagrirete fino alla consulenza e all’assistenza legale, alla camera di conciliazione e ai servizi di informazione”.
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