Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 25 aprile festa nazionale per ricordare la liberazione dal nazi-fascismo, giornata da ricordare e da celebrare per non dimenticare l’oppressione della dittatura, per non dimenticare la lotta condotta da uomini e donne per rendere questo Paese libero.
Oggi, il nostro modo di vivere spesso ci allontana ci distrae da questi valori importanti, il 25 aprile è la giornata della scampagnata, della festa con gli amici, o impegnati con i nostri tablet o smartphone, a rincorrere l’ultimo twitter .
E anno dopo anno, si è sbiadito il ricordo di quegli uomini e quelle donne che hanno rischiato la prioria vita, nascondendosi sui monti rivendicando la libertà dalla dittatura, dal pensiero unico e dalle discriminazioni. Uomini e donne diverse tra loro, contadini, operai, intellettuali, laici e cattolici, comunisti, socialisti, democristiani e liberali, che si sono trovati negli anni a venire, a scrivere la Carta fondamentale su cui far nascere la nostra Repubblica, con grande attenzione e dovizia di particolari, nell’affermare i principi base per convivere civilmente, e sancire articolo dopo articolo, la libertà, la giustizia sociale, nei diritti fondamentali, primo fra tutti il lavoro.
Il sindacato, la Cgil, che proprio nei prossimi giorni celebrerà il suo 17° congresso nazionale, da anni cerca nuove declinazioni per rappresentare e difendere il nuovo lavoro soprattutto quello precario, con tutti i cambiamenti che rendono sempre più complicata l’azione del sindacato e tutelare chi lavora o vuole lavorare.
Ci sta riuscendo? La Cgil prova, resiste, combatte le discriminazioni ancor più evidenti scaturite da una crisi di questa portata, e in un momento così fragile dal punto di vista di rappresentanza delle istituzioni, con gli ‘ innovatori’ pronti a relegare la Cgil nell’angolo della sinistra conservatrice, che traduce di fatto, nel ritenere che è meglio non ascoltare, non utile il confronto. In questo momento sembra che tutto ciò che sia stato fatto in passato sia da buttar via e da cambiare, purtroppo sapientemente manipolato da chi non ha conoscenza della storia del movimento sindacale, di chi non sa quale importante contributo ha saputo dare nei momenti più tragici e bui della storia del Paese, o nelle battaglie civili, di chi non sa quale importanza possono avere i cosi detti, corpi intermedi di rappresentanza, è un grave errore pensarlo, che può irrimediabilmente compromettere ogni azione futura.
Dunque in questa giornata, riteniamo, di grande valore storico, del quale la Cgil è stata da sempre portatrice di valori così importanti, saremo presenti ed aderiremo alle manifestazioni che a tutti i livelli, saranno organizzate per ricordare e celebrare questa giornata che ha regalato a tutti noi la libertà.
Miranda Perinelli – Cgil Viterbo
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