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Bomarzo - Chia - In trecento nei luoghi del poeta che visse l'ultima parte della sua vita nella Tuscia

Quando Pasolini dedicò il suo Vangelo a santo Giovanni XXIII…

di Silvio Cappelli
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Vincenzo Ranocchia comparsa nei film di Pasolini

Vincenzo Ranocchia comparsa nei film di Pasolini il Vangelo secondo Matteo 

Bomarzo - Passeggiata nei luoghi di Pasolini - Antonello Ricci con ietro Benedetti

Bomarzo – Passeggiata nei luoghi di Pasolini – Antonello Ricci con ietro Benedetti 

Bomarzo - Passeggiata nei luoghi di Pasolini - La piramide etrusca

Bomarzo – Passeggiata nei luoghi di Pasolini – La piramide etrusca 

Passeggiata nei luoghi di Pasolini - Una tagliata etrusca

Bomarzo – Passeggiata nei luoghi di Pasolini – Una tagliata etrusca 

Bomarzo – Chia  – Dalla piramide di Bomarzo al battesimo di Gesù con un pensiero a papa santo Giovanni XXIII (fotocronaca).

Circa trecento le persone che, nonostante la pioggia, hanno partecipato alla passeggiata naturalistica culturale, nei dintorni di Bomarzo e Chia, organizzata in occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita del film “Vangelo secondo Matteo” diretto da Pier Paolo Pasolini e girato, per la scena riguardante il battesimo di Gesù, nei pressi del Fosso Castello, proprio sotto la strada Ortana.

Un’escursione arricchita con la visita alla straordinaria e misteriosa “piramide etrusca” accompagnati da Paolo Zuccarino e dal sottoscritto, con le interessanti esibizioni e rievocazioni di Antonello Ricci e Pietro Benedetti sul sottofondo musicale delle percussioni di Roberto Pecci. Nel gruppo dei partecipanti, tra gli altri, con i suoi ricordi, anche Vincenzo Ranocchia che partecipò come comparsa alle riprese del film. All’epoca era un bambino dell’età di dieci anni.

Siti archeologici e paesaggi incantevoli che andrebbero maggiormente salvaguardati e valorizzati.

Paesaggi più belli del mondo, come scrisse Pasolini, “dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri” dove “il sole taglia la vallata piena di querce di un rosa paradiso; i due piccoli fiumi che si riuniscono in fondo mormorano come spiriti beati. Anche il verde del vischio qua e là, è un verde di paradiso”.

Pasolini scelse il Vangelo dell’apostolo Matteo perché lo ritenne quello che più d’ogni altro risaltava l’umanità di Cristo, il suo essere uomo tra gli uomini.

Alla stesura della sceneggiatura collaborò la “Pro Civitate Christiana” e fu un’occasione per rinsaldare i rapporti di reciproca stima con gli ambienti cattolici, meno conservatori e più aperti al dialogo.

Alla proiezione in anteprima del film “Vangelo secondo Matteo”, presso il cinema Ariston di Roma, assistettero moltissimi prelati e cardinali e alla fine fu un trionfo: venti minuti esatti di applausi, soprattutto quando apparve la dedica a papa Giovanni XXIII che era morto da pochi mesi.

Il papa fatto santo ieri insieme a Giovanni Paolo II.

Anche in questo Pasolini dimostrò di essere intellettualmente lungimirante.

E durante la passeggiata di ieri, nei pressi della Torre di Chia, ripercorrendo le scene del battesimo di Gesù, anche la dedica di molti di noi a papa Roncalli il “papa buono”.

Silvio Cappelli


Una via, un luogo, uno spazio dedicati a Pier Paolo Pasolini

Prendendo spunto dalla passeggiata del 27 aprile, Tusciaweb ha lanciato a livello nazionale la campagna “Una via, un luogo, uno spazio dedicati a Pier Paolo Pasolini”, le adesioni possono essere espresse cliccando “Mi piace” sulla pagina Facebook. Possono essere inviate in redazione anche adesioni motivate tramite email.

 


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28 aprile, 2014

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