Viterbo – Tuscia in Jazz, le ultime note della manifestazione a Viterbo.
Calato il sipario, Italo Leali è ai titoli di coda, anzi ai numeri di coda.
L’organizzatore tira le somme, con dati alla mano certificati. Come le ottantamila persone che in due settimane hanno visualizzato la pagina Facebook dell’appuntamento o i 140 allievi che hanno preso parte ai corsi.
Sul fronte concerti: “Ci sono stati 4465 spettatori – osserva Leali – di cui 1925 per gli appuntamenti a pagamento e 2540 per quelli gratuiti. Con una media di trecento spettatori a sera”.
E se per quelli con biglietto il riscontro si fa presto a farlo, per gli altri: “Fanno fede le foto che abbiamo scattato – precisa Leali – parliamo di numeri reali, mentre spesso si tende a discutere di cifre a caso”.
Resoconto dettagliato, meticoloso, con fogli alla mano. Anche sulle spese: “61.834 euro il costo – ricorda Leali – a fronte di uno stanziamento di 58mila euro. Abbiamo un “disavanzo” di quasi tremila euro, dovuti ai problemi legati alla location del teatro, altrimenti saremmo andati in pareggio”.
Oltre la metà dei soldi sono andati per gli artisti. “Parliamo di 34mila euro – osserva Leali – vuol dire che investiamo la parte più importante del budget su questo fronte. Io come direttore artistico non prendo un soldo.
Quindi le spese per alberghi e ristoranti, in economia grazie a sinergie con i locali, o gli allestimenti tecnici.
Costi contenuti perché l’organizzazione, le attrezzature le ha acquistate in proprio.
“L’esperienza del festival a Viterbo – osserva Leali – è stata bellissima e per questo ringrazio del sostegno la Fondazione Carivit, senza la quale Tuscia in jazz sarebbe già morto, quindi la provincia che in tredici anni non ci ha fatto mai venire meno il sostegno e il comune di Viterbo”.
Al consuntivo ci sono tutti, Brutti per la Fondazione, il consigliere Moricoli che ha voluto la manifestazione nel capoluogo, l’assessore Barelli e il sindaco Michelini.
E’ stato un successo, si fa festa, si pensa positivo. “Ho letto del boom di turisti in questi giorni – ricorda Leali – e delle critiche che si fanno alla città. Trovo che sia una cosa stupida.
Chi viene in città non ne parla male, siamo noi che lo facciamo”. Giusto. Ignoriamo i problemi. Va tutto bene, madama la marchesa.
“Sono soddisfatto del rapporto che si è instaurato con l’amministrazione – continua Leali – il sindaco Michelini è di poche parole, ha preso un impegno e a me è bastata la sua parola per realizzare il festival, anche se la delibera per ragioni tecniche ancora non è stata approvata.
Ci fidiamo della parola data”.
E già si pensa al prossimo anno. Il primo cittadino scommette che sarà un’edizione ancora di maggiore successo e non solo andrà in pari economicamente, ma farà anche meglio.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY