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Oriolo Romano - Tribunale - Sette anni a uno dei due imputati - Assolto l'altro

Colpo in banca da 87mila euro, condannato rapinatore seriale

di Francesca Buzzi
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Palazzo Altieri di Oriolo Romano

Oriolo Romano

Il pm Paola Conti

Il pm Paola Conti 

Oriolo Romano – Colpo in banca da 87mila euro, condannato rapinatore seriale.

Era il 9 settembre del 2005 quando tre uomini, tutti con accento campano, entrarono nella filiale della Bcc di Capranica e Bassano Romano con sede a Oriolo Romano e, meno di dieci minuti dopo, ne uscirono di corsa con un bottino da 87mila euro, più un rolex sfilato a uno dei dipendenti dell’istituto di credito.

Ieri mattina, a nove anni dal colpo, è arrivata per due di loro la sentenza del tribunale di Viterbo: Carlo De Rosa è stato condannato a sette anni di reclusione e 2500 euro di multa, Marco Fusaro è stato assolto. Per il terzo, e per le altre persone che finirono nel mirino degli inquirenti all’epoca delle indagini, era stato avviato un procedimento di competenza della procura di Civitavecchia.

La rapina alla filiale di Oriolo Romano inizialmente era sembrato un vero e proprio colpo da professionisti.

Quasi perfetta. Quasi perché i tre uomini, tra cui De Rosa e Fusaro, che immobilizzarono i bancari e li minacciarono con dei taglierini, furono incastrati dalla fotocellula di un semaforo del paese. Da quelle immagini risultava che una Fiat Punto era passata col rosso a gran velocità pochi minuti dopo la rapina, seguita da una Toyota Yaris e da una Ford Fiesta.

I carabinieri della compagnia di Ronciglione, da quel particolare, risalirono ai proprietari delle macchine. Partirono le intercettazioni telefoniche e ambientali a distanza, visto che i tre erano tornati tutti in Campania, e pian piano sciolsero i fili di un intricato gruppo di malviventi “di professione”. Dodici gli arresti, con le accuse a vario titolo di  associazione a delinquere finalizzata alla rapina a mano armata.

“In una delle tantissime telefonate intercettate – ha spiegato il pm Paola Conti nella sua requisitoria – De Rosa, che si vede recapitare la multa per l’infrazione al semaforo sulla Braccianese Claudia, commenta la rapina ricordando che quel giorno erano andati “verso Civitavecchia a fare un lavoro”. Un reato al quale era particolarmente avvezzo visto i numerosi precedenti per i quali sta già scontando una pena di una certa entità. Sulla sua colpevolezza non ho dubbi”.

Discorso diverso per Marco Fusaro. Benché sia certo che la Yaris immortalata dalla fotocellula del semaforo fosse sua e che lui sia legato in qualche modo a De Rosa, non ci sono prove certe né che proprio lui guidasse quell’auto il 9 settembre 2005 né che sia entrato nella filiale della Bcc di Oriolo Romano.

“Chiedo l’assoluzione per Fusaro – ha concluso il magistrato – e sei anni di carcere per Carlo De Rosa”.

Alle conclusioni del pm si è associato il legale della banca, costituitasi parte civile nel processo, che ha chiesto anche la restituzione degli 87mila euro sottratti con la rapina e un risarcimento che sarà valutato in sede civile.

L’avvocato di Carlo De Rosa, Alessandro Sforza, ha invece cercato di convincere i giudici che, come per Fusaro, non è detto che alla guida della macchina del suo assistito (la Punto) ci fosse davvero lui.

“Quanto alla telefonata intercettata – ha sottolineato nell’arringa – De Rosa non parla di rapina, ma di “lavoro”. Se avesse voluto parlare di un colpo in banca l’avrebbe fatto. Del resto sappiamo tutti che ne ha altre alle sue spalle e per quelle sta già scontando la sua pena in carcere. Ma quel giorno lui lì non c’era. Tesi avvalorata dalle testimonianze dei dipendenti della banca che riconoscono i due imputati soltanto al 50% e al 70%. Neanche loro sono convinti che si tratti delle stesse persone che fecero razzia dei soldi e del rolex”.

I giudici del collegio Eugenio Turco, Silvia Mattei e Filippo Nisi hanno assolto Marco Fusaro e condannato Carlo De Rosa a sette anni di carcere, addirittura uno in più di quelli richiesti dal magistrato Paola Conti, oltre a 2500 euro di multa e 87mila euro di provvisionale alla Bcc di Capranica e Bassano Romano. La condanna si aggiunge ai dodici anni che De Rosa sta già scontando per altre rapine commesse in Spagna a Madrid, Granada, Malaga e Alicante, dopo la sua estradizione nel novembre del 2013. 

L’uomo, come se non bastasse, sarebbe stato anche a capo di un sodalizio composto da pluripregiudicati dediti alle rapine in banca che avrebbero preso di mira, prima del 9 settembre 2005 a Oriolo Romano, gli istituti di credito di Scale, Maratea, Diamante, Tortora, Belvedere Marittimo e San Marco Agentano. Tutti paesi della provincia di Caserta.

Francesca Buzzi


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30 aprile, 2014

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