Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il clima da guerra santa che sta montando a seguito dell’approvazione del registro per le coppie di fatto nella città di Viterbo sta mostrando il lato inumano di coloro i quali si professano i detentori dei valori e sta facendo calare un velo di opacità sul provvedimento che l’amministrazione ha saggiamente deciso di adottare.
Tuttavia anche l’aria che si è respirata durante le fasi che hanno portato al deliberato finale e alla relativa approvazione non è stata certo più serena.
Una strumentalizzazione del dibattito con argomenti pretestuosi che avevano – e non hanno avuto – il solo pretesto di far naufragare il lavoro che con tanta dedizione era stato portato avanti dalla commissione e dal consiglio, lavoro che aveva anche dato una grossa apertura alla cittadinanza convenendo con il sindaco un’audizione delle associazioni in commissione per condividere con la città la proposta in discussione, occasione preziosa ma da alcuni non compresa, non capita, non colta nella sua essenza.
Posto che siamo una democrazia rappresentativa che quindi vede negli eletti l’onore e l’onere della responsabilità dell’azione di governo e della rappresentanza dei cittadini, l’apertura era al confronto – voluta tanto maggioranza che dalla minoranza – è stato un bel momento di democrazia, successivamente snaturato.
Vendendo all’oggi, al crescendo di questo clima dai tratti accessi e quasi esasperati, alle polemiche sulla stampa, ai toni minacciosi con cui si apostrofano i consiglieri che hanno votato favorevolmente, fino al clou: il prendere di mira la persona di Melissa Mongiardo, presidente della prima commissione che in prima persona si è battuta per l’attuazione del provvedimento arrivando addirittura a pubblicare la sua fotografia recante una nota con le sue generalità, la misura è davvero colma.
Noi, esprimendo a Melissa tutta la solidarietà umana, morale e politica e dandole il nostro sostegno incondizionato in questa battaglia, ci sentiamo di ringraziare quanti si sono spesi a sostegno della battaglia per il registro, dal sindaco Michelini, ai consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, ai cittadini che non hanno fatto mancare il proprio sostegno.
Viterbo è oggi una città più europea, più moderna, che ha saputo raccogliere lo spirito del tempo per mettersi al pari con esso, che ha saputo riconoscere che la diversità è un valore e non una discriminante, che ha detto a chiare lettere e forte: che per quanto sarà di competenza dell’amministrazione i cittadini sono tutti uguali senza alcuna distinzione, rifacendosi ai sacri principi laici della nostra carta costituzionale.
A Melissa e a tutti gli altri “proscritti”, a partire dai consiglieri.del PD, va il nostro più vero: “grazie”.
E’ una questione di democrazia, una questione di rispetto per l’altro.
La segreteria provinciale del Pd lancerà nei prossimi giorni una campagna di sensibilizzazione su tutta la Tuscia.
Si può essere contrari ma lo strumento del confronto politico deve essere il dialogo e l’argomentazione, condanniamo fermamente le intimidazioni e gli gli attacchi ad personam, diversamente, nel caso in cui il clima dovesse acuirsi ancora, ci vedremo costretti, come Partito, come cittadini, come comunità a dover procedere – per la tutela della democrazia e del buon nome dei nostri rappresentanti istituzionali- per vie legali.
Andrea Egidi
Segretario Pd
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