Viterbo – Torna San Pellegrino in fiore, con una grande novità: senza uno straccio d’idea.
Se son rose, ma anche tulipani, gardenie e gigli, fioriranno. A meno di due settimane dall’edizione numero ventotto, sono stati appena piantati i semi di un appuntamento tenuto rigorosamente sotto serra.
In conferenza stampa organizzatori e comune non sono stati in grado d’anticipare nulla o quasi della manifestazione.
Quello che si sa: è in programma dal primo al quattro maggio, ci saranno trentatré espositori, costerà settantamila euro, al centro di piazza san Lorenzo è prevista un’aiuola con una fontana da cui sgorgheranno fiori e intorno, quattro statue.
Poi ovviamente il palazzo Papale sarà addobbato, così come le altre undici piazze (quest’anno i fiori partono da piazza del Plebiscito).
Probabilmente i fiori avranno i petali, profumeranno, saranno di vari colori e il gambo sarà verde. Al momento si tratta solo d’ipotesi azzardate.
Perché come Fabio Fontana ha fatto notare: “La manifestazione è questa – spiega Fontana – sono fiori o piante messe in un certo modo e un altro anno sono messi in un altro”. Giusto. Quest’anno probabilmente a caso. O forse non lo sanno nemmeno loro.
La conferenza è stata utilizzata non per anticipare, ma per ringraziare. Il comune ringrazia l’ente autonomo che ringrazia gli sponsor, che ringraziano la Camera di commercio, che ringrazia la Cna, che ringrazia Medioera, che ringrazia la Nina, la Pinta e la santa Maria.
Per avere qualche anticipazione, occorre saltare direttamente al prossimo anno. Da una mostra fotografica scaturirà il manifesto dell’edizione numero ventinove, che secondo Fontana deve diventare una mostra mercato del fiore per tutto il Centro Italia.
Nel 2015 c’è l’Expo a Milano e per l’assessore Giacomo Barelli non c’è iniziativa migliore come quella di san Pellegrino, per rappresentare il nostro territorio.
La Camera di commercio è presente come al solito: “In modo massiccio e corposo – spiega il presidente Ferindo Palombella – a piazza san Carluccio pure con Archeoares”. Cna sarà al Wintergarden a piazza della Morte e con l’artigianato artistico a palazzo Brugiotti.
Il sindaco Michelini, dopo avere ringraziato l’ente autonomo, anticipa che San Pellegrino in fiore è una delle sei manifestazioni ricorrenti con cui il comune intende convenzionarsi.
“Sarà – anticipa Michelini – un’edizione particolare”. Particolare per cosa? Occorre credergli sulla parola.
“L’intento è fare della Tuscia nel mese di maggio – prosegue il primo cittadino – il punto di riferimento regionale.
Durante i quattro giorni abbiamo coinvolto anche vivaisti specializzati in piantine e fiori particolari, saranno a piazza Gargiuli. Questa è una festa popolare, per i viterbesi e poi deve richiamare anche da fuori gente”. Se opportunamente pubblicizzata. Qualcosa il comune nella capitale lo starebbe facendo.
Pare di capire che sia stata accantonata la vecchia idea per cui l’esposizione era separata dalla vendita di piantine. Si torna al passato.
Una novità a ben guardare, però, c’è, ma è indiretta e arriva da Medioera, il festival che si svolge proprio in quei giorni a palazzo dei Priori. Il primo maggio è in programma un raduno di droni e altre iniziative che proveranno a legare i fiori con la tecnologia.
Per Brutti della Fondazione Carivit, san Pellegrino in Fiore fa parlare la parte storica di Viterbo attraverso i fiori, mentre Manganiello della Banca di Viterbo spera che la manifestazione arrivi a livello nazionale.
Ma la vera sorpresa della conferenza è stata un’altra.
Finalmente si è riusciti a dare un volto all’assessore provinciale Mauro Arena. Fa parte della giunta tecnica che si tiene lontana dai riflettori. Stavolta non ha potuto, per fortuna.
L’incontro non è stato totalmente inutile.
Giuseppe Ferlicca
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