Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sobbalzo sulla sedia apprendendo la notizia che un sindaco si possa permettere di apostrofare la nostra tradizione come ha fatto il sindaco di Nola, oltremodo dopo che lo stesso ha superato un ostacolo che ha volte sembrava insuperabile e che è grazie all’infaticabile lavoro della Rete si è riusciti a cogliere. Probabilmente lui non se ne è accorto.
Nella mia recente mia esperienza da sindaco, a volte, il pensiero ha percorso la mia esperienza di vita, e per questo, che quel pensiero corre indietro nel tempo e raggiunge i facchini di Santa Rosa che nella serata del passaggio del Volo degli Angeli, quando la Macchina non arrivò al suo naturale arrivo, quella sera e quel ricordo che ancora oggi mi rimane indelebile e quella frustrazione che loro hanno provato l’ho provata anche io da giovane viterbese.
Per quel ricordo avrei fatto tutto e il suo contrario per dare alla mia città il riconoscimento che merita, ma ci siamo fatti affascinare non tanto dalla bellezza di ognuno, ma dal progetto che mira a coinvolgere il mondo, alla ricerca, allo studio, all’immortalità della tradizione e ai suoi imprescindibili valori.
Purtroppo, però, non tutti lo hanno capito. Penso per questo, che non vada considerata la valutazione del sindaco di Nola, perché purtroppo, lui non conosce i nostri sentimenti e quanto siamo legati alle nostre tradizioni e ai suoi valori.
A volte si riesce a esemplificare adottando quel motto sicuramente moderno, ma che racchiude un pensiero popolare che sotto la macchina si sta bene, siamo tutti di un sentimento. Con il riconoscimento dell’Unesco, il messaggio che dovevamo dare, era ed è molto più importante di quelle parole non certo considerate dall’esponente istituzionale del Comune di Nola.
Giulio Marini
Già sindaco di Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY