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Viterbo - Arsenico, Striscia di nuovo in città e l'inviato Ghione risponde per le rime al sindaco Michelini

“Talete è indebitata? E chi se ne frega…”

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Striscia, Jimmy Ghione e Leonardo Michelini

Striscia, Jimmy Ghione e Leonardo Michelini

Striscia, Jimmy Ghione con Chiara Frontini

Striscia, Jimmy Ghione con Chiara Frontini

Striscia, Jimmy Ghione e Leonardo Michelini

Striscia, Jimmy Ghione e Leonardo Michelini

Striscia, Jimmy Ghione negli uffici Talete

Striscia, Jimmy Ghione negli uffici Talete

Striscia, Jimmy Ghione e Leonardo Michelini

Striscia, Jimmy Ghione e Leonardo Michelini

Striscia la Notizia in piazza del Plebiscito

Striscia la Notizia in piazza del Plebiscito

Viterbo – Striscia torna a Viterbo e coglie in castagna il sindaco Michelini sull’arsenico (fotogallery: Striscia incalza Michelini).

Lo scorso 2 ottobre il primo cittadino aveva dato scadenze certe per risolvere il problema dell’acqua in città: “Il dieci ottobre – disse il sindaco Leonardo Michelini sempre ai microfoni della trasmissione di Canale 5 – inizia la costruzione del dearsenificatore che dovrà servire quasi tutta Viterbo.

Stando ai termini contrattuali, il lavoro deve essere terminato entro il marzo 2014”.

Marzo è finito da un po’, eppure Jimmy Ghione che è tornato a piazza del Comune, trova la stessa identica situazione.

Certificata dai fatti e dal comitato Non ce la beviamo. L’impianto non è ancora entrato in funzione e i viterbesi non possono utilizzare l’acqua potabile, ma pagano bollette altissime.

Qualcosa non funziona, oltre al dearsenificatore.

“I lavori – dice Michelini – sono iniziati non a ottobre, ma a gennaio. Come spesso capita in Italia, quando si scava si trova sempre qualcosa, per ritrovamenti archeologici c’è stato un ritardo. Entro settembre dovrebbe essere tutto pronto”.

Altra promessa, altro servizio di Striscia dopo santa Rosa.

In piazza del Comune c’è anche Chiara Frontini, consigliera Viterbo 2020: “Noi paghiamo bollette – spiega Frontini – al cui interno è riportato come l’uso dell’acqua potabile sia vietato”.

Del problema Ghione interessa il primo cittadino, che però ricorda che è Talete a gestire le bollette e non il comune.

“E’ una società pubblica – prova a spiegare Michelini a Ghione – e sa quanto ha di debito? Venti milioni di euro”.

La risposta dell’inviato di Striscia è eloquente: “E chi se ne frega? – incalza Ghione – Ci devono rimettere i cittadini? A noi non interessa”.

Quindi il sindaco suggerisce: “Andate da Talete”.

Ma qui la faccenda si complica e Striscia risparmia ai telespettatori il rimpallo di responsabilità fra Talete, comuni, provincia.

La conclusione di Ghione è disarmante: “Un ginepraio incredibile e il cittadino cosa deve fare? Continuare a pagare una bolletta al cento per cento e noi siamo più confusi di prima”. Figurarsi i viterbesi.

 


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10 aprile, 2014

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