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Cultura - Viterbo - La paesaggista Priscilla Mattioli si interroga sulla datazione delle sculture del giardino

Villa Cornelia è piena di misteri e interrogativi

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Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia 

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia - Il leone

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia – Il leone 

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia - Il fauno

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia – Il fauno 

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo aver visitato Villa Cornelia sotto la guida intrigante di Antonello Ricci e aver letto il documentato studio di Marilisa Biscione, mi sono resa conto che la villa nasconde molte misteri e molti interrogativi (fotocronaca 1 – fotocronaca 2).

Quando furono scolpite le figure? Gli esempi simili, a Bomarzo, a Soriano, a Bagnaia e a Pratolino (Firenze) risalgono a un periodo che va tra il 1570 e il 1587; mentre nel nostro caso il documento studiato da Marilisa Biscione fa capire che nel 1594 i lavori non erano ancora avviati, visto che si parla di una colombara, di una casa con fienile e della presenza di muratori, ma niente opere d’arte.

Si suppone che Giacomo il figlio di Cornelia fosse un appassionato di opere d’arte, ma nel 1605 muore; ma allora quando a vengono realizzate le sculture, e da chi? E chi ne gode? Forse più tardi donna Olimpia? Ma lei era interessata solo a Roma e al suo principato di San Martino…

Perché quelle sculture? Si parla di riferimenti a Viterbo (il Leone, Ercole) ma il Leone non sembrerebbe necessariamente quello dell’iconografia araldica viterbese e Ercole è stato celebrato in tutta la Tuscia; oltre tutto al volgere del XVII secolo l’orgoglio cittadino non era un gran che…

E soprattutto, che giardino? A Bomarzo le sculture stanno in un percorso boschivo; Papacqua compete ad un palazzo, a Villa Lante le sculture riguardano fontane inserite in un percorso ideale.

A Villa Cornelia il giardino con le sue sculture occupava probabilmente un spazio limitato, ed è difficile capire se presentasse i tratti geometrici di un giardino rinascimentale all’italiana o quelli più fantasiosi del giardino barocco.

Solo che tra le forme spartane degli edifici e le pretese artistiche del giardino c’è troppa differenza… non sarà che i Nini si godevano il giardino venendo direttamente in carrozza da loro palazzo in via Annio? Anche perché la tenuta di Cornelia è stata sempre e soltanto citata e considerata fino a tempi recenti un semplice predio agricolo…..

Forse se un giorno se si vorrà tentare un restauro anche vegetazionale del giardino e dell’area verde circostante bisognerà capire la vera origine e funzione di Villa (?) Cornelia.

Priscilla Mattioli
Paesaggista


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20 aprile, 2014

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