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Sport - La squadra viterbese sul podio della competizione

Clericus cup, l’istituto san Pietro chiude al terzo posto

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don Pino Curre

Don Pino Curre 

Viterbo – Battuto il Sedes Sapientiae per 2 a 1 in finale. Un terzo posto che sa di grande vittoria. L’ottava edizione della Clericus cup va al collegio Urbano che ha battuto 1 a 0 i neocatecumenali del Redemptoris Mater.

Se la Champions parla spagnolo, la Clericus cup parla dell’Istituto Teologico San Pietro. Della compagine viterbese né hanno parlato e né parlano tutti i giornali e le televisioni del mondo, da quelli europei a quelli dell’America latina, perché è giusto dirlo ha fatto un grande campionato. Un equilibrato connubio di fisicità, preparazione atletica e qualità calcistiche di alcune individualità sono i segreti dell’Istituto Teologico San Pietro, che si è aggiudicato il terzo posto alla Clericus cup battendo in finale il Sedes Sapientiae per 2 a 1.

Il preside dell’istituto don Alfredo Cento, gli allenatori don Giuseppe Curre e don Santino Giulianelli e il direttore sportivo Marcelo Alvaro hanno formato un gruppo di ragazzi vincenti, non solo nello sport, ma anche fuori il campo, perché grazie a questa meravigliosa esperienza vissuta insieme, partita dopo partita, hanno manifestato l’impegno di testimonianza in favore di uno sport carico di valori etici positivi.

La felicità e la gioia dei ragazzi al fischio finale per essere arrivati al terzo posto e di aver sfiorato la finalissima, racchiude una stagione splendida. Tutti si sono sentiti protagonisti di questa vittoria. Hanno espresso il miglior calcio del torneo, con grande umiltà e in grande stile hanno affrontato tutte le partire con il sorriso in volto. Ad alzare il trofeo sono stati per primi don Pino e don Alfredo sotto l’incessante applauso di tutti i partecipanti. “Questa vittoria finale, ha sottolineato don Pino, va a tutta la squadra che ha meritato fino in fondo di arrivare qui. Non c’è rammarico per non essere arrivati a giocarsi il 1° e il 2° posto, ha concluso, perché quello che abbiamo fatto fin qui segna una grande vittoria al campionato e nella vita”.

“Aver portato l’istituto teologico san Pietro sul podio della Clericus cup e aver creduto in questi ragazzi, è per me una grande gioia”. Così il preside dell’istituto don Alfredo Cento. “Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta, e noi abbiamo lottato sempre con grande umiltà e rispetto, valori importanti nello sport e per lo sport. Gli oratori devono essere un punto fermo per questi valori. Per far si che tutto ciò avvenga, ha concluso il preside, questi ragazzi, sacerdoti del futuro, sono la base da cui gli oratori devono ripartire”.

La squadra ha dimostrato fin dall’inizio tanto affetto alla propria dirigenza. Due sono stati i gesti significativi a tal proposito a fine torneo: il bomber Salnitro dopo aver vinto “la Stola” come miglior capocannoniere del campionato l’ha donata a don Pino Curre, così come la maglia del capitano firmata dall’intera squadra.

I teologi viterbesi del San Pietro, partono alla grande nel match finale per il terzo e quarto posto. Una vittoria al foto finish per 2 a 1, (che potevano archiviarla già in anticipo, ndr) contro il Sedes Sapientiae che li consacra sul podio della Clericus cup. Hanno dimostrando grande gioco e dimostrandosi pienamente degni di un posto nel paradiso delle finali Clericus. In attacco contano su elementi di grande qualità tecnica, come Tomas Bonello e Edwin Salnitro, assistiti egregiamente da dietro da Andres Bonello, e dalle fasce laterali da Nicolas Grace e Ephraim Soko. L’assedio dei petrini inizia dai primi minuti ma ci mette del tempo per dare i suoi frutti.

Un primo tempo molto aggressivo da parte della squadra viterbese che riesce a tirare moltissime volte in porta non riuscendo però a mettere la palla in rete. A passare in vantaggio allo scadere del primo tempo, però è il Sedes Sapietiae.

Rinvio sbagliato di Chileshe e Mitvil infila in rete. La prima frazione di gioco si chiude sul punteggio di 1 a 0. Secondo tempo ancora giocato ad una sola porta. Il San Pietro scende in campo ancora più in partita e trova il pareggio grazie al gol di Bonello A. che solo davanti al portiere insacca. Al 30’ st arriva il secondo gol per la squadra viterbese. Bonello T. prende palla, scarta due difensori, si porta la palla sul destro e fa partire un tiro sotto l’incrocio realizzando il gol vittoria.

Sono state 134 le reti realizzate nelle 32 disputate nell’ottava edizione della Clericus Cup, fra regular season e fasi ad eliminazione diretta. Anche ai giocatori più “santi” può capitare di commettere qualche peccatuccio. Nel torneo 2014 sono stati 72 i cartellini estratti dagli arbitri del Csi: 3 rossi (il primo al brasiliano don Roberto Carlos), 69 gialli, e due azzurri (espulsione temporanea di 5 minuti, entrambi a carico del Red Mat in finale). All’ottava edizione della Clericus Cup, hanno giocato 351 calciatori di 60 diverse nazionalità.

Nell’anno della canonizzazione di papa Giovanni Paolo II e papa Giovanni XXIII i premi individuali agli atleti della Clericus cup non potevano non essere all’insegna dei due Papi santi. La loro effige sarà impressa sulle quattro stole premio, dei colori corrispondenti al calendario liturgico, che riceveranno le quattro migliori individualità del torneo. Stola bianca al migliore tecnico (il camerunense Joel Minsi, mister del Collegio Urbano); stola viola al miglior portiere del torneo (il romano Fabiano Rebeggiani numero uno del Redemptoris Mater); la stola rossa al miglior giocatore dell’anno (il croato Krunoslav Siroglavic) e stola verde per il migliore realizzatore del torneo (l’italiano Edwin Salnitro dell’ Istituto Teologico San Pietro di Viterbo).

La finale per il primo e secondo posto ha premiato i “Leoni d’Africa” del collegio Urbano che hanno battuto per 1 a 0 il Redemptoris Marte. Si conclude così il campionato di calcio per i collegi, i seminari e gli istituti pontifici organizzato dal Centro Sportivo Italiano, con il patrocinio dell’Ufficio sport della Cei, e la collaborazione del pontificio consiglio per i laici e del pontificio consiglio della Cultura del Vaticano.


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26 maggio, 2014

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