Viterbo – Dieci giorni a bordo della Costa Deliziosa, ma il rientro è stato indigesto.
Un black out ha costretto la nave da crociera a fermarsi a Valencia. Stop forzato e niente ritorno a Civitavecchia e Savona. Duemila passeggeri in trambusto. Compreso l’avvocato viterbese Emanuele Barbacci.
C’era anche lui sul gigante della Costa Crociere rimasto bloccato il 18 maggio al porto spagnolo. Per quel rientro da dimenticare è pronto a presentare il conto alla compagnia crocieristica. Giusto il tempo di organizzarsi.
“Sono in contatto con una ventina di passeggeri – afferma il legale viterbese -. Mi sto già muovendo per un’azione di risarcimento perché trovo inadeguata la proposta di rimborso di Costa Crociere”.
La nave doveva attraccare il 20 maggio a Civitavecchia. Due giorni prima, l’imprevisto. “E’ andata a fuoco una centrale elettrica sul ponte 11 – racconta l’avvocato Barbacci -. Eravamo appena tornati dall’ultima tappa: escursione a Valencia. Dopo poco ci hanno ordinato di andare tutti al ponte 2. Non ci hanno spiegato il motivo. L’ordine tassativo era di lasciare le camere, senza scendere per nessun motivo dalla nave”.
Sconcerto e confusione. I passeggeri si chiedono perché. Qualcuno inizia a preoccuparsi. E quando la luce va via e sulla nave cala il buio, la preoccupazione diventa paura.
“Nessuno ci dava spiegazioni. La cosa che ci ha spaventati di più, forse, è stata proprio questa: il silenzio. Capivamo che stava succedendo qualcosa, ma non sapevamo cosa. Siamo rimasti per almeno due o tre ore in questa situazione. Al buio, senza corrente per tutta la nave. Impossibilitati a tornare in camera, ma anche a mangiare: il black out ha messo le cucine fuori uso. Non ci hanno potuto preparare la cena e abbiamo saltato il pasto. Tutto questo, stipati in duemila in un androne bar dove siamo rimasti fino a tardi”.
Solo a quel punto ha cominciato a spargersi la voce del guasto a una centrale elettrica al ponte 11. Qualcuno se n’era accorto vedendo il fumo. L’odissea del ritorno inizia il giorno dopo.
“Alle 5 del mattino siamo partiti con bus e valigie dal porto di Valencia all’aeroporto. Volo fino a Fiumicino. Poi di nuovo in bus per raggiungere Civitavecchia. Un trambusto infinito. E il viaggio per noi è stato anche più breve: c’erano molti altri passeggeri che venivano dal Nord Italia e dovevano sbarcare a Savona”. Anche qui, come a Civitavecchia, la nave non è mai arrivata.
Soggiorno delizioso, ma non fino alla fine. Costa Crociere è corsa subito a ripari: ai passeggeri ha offerto una giornata gratuita di escursioni, oltre al rimborso del 50 per cento del biglietto e alle spese extra per il rientro in aereo.
“Qualcuno ha accettato, ritenendo l’offerta conveniente, ma non io. La fatica per rientrare a casa è stata immane. Senza contare i due giorni di incertezza, disagio, paura e scombussolamento estremo. Per tutti questi motivi farò causa a Costa Crociere, se non dovessero rispondere all’intimazione di pagamento che ho già fatto. Devo solo capire in quanti saremo. Ma anche da solo andrò avanti lo stesso”.
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