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Viterbo - Alla passeggiata inaugurale dell''edizione numero 28 anche l'ex ministro - Molti i visitatori fin dalle prime ore del mattino - Costo per i cittadini 70mila euro

Tra fiori e Fioroni, ecco San Pellegrino

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San Pellegrino in Fiore 2014, palazzo dei Papi

San Pellegrino in Fiore 2014, palazzo dei Papi

San Pellegrino in Fiore 2014, il taglio del nastro

San Pellegrino in Fiore 2014, il taglio del nastro

San Pellegrino in Fiore 2014, piazza Scacciaricci

San Pellegrino in Fiore 2014, piazza Scacciaricci

San Pellegrino in Fiore 2014, Panunzi e Fioroni

San Pellegrino in Fiore 2014, Panunzi e Fioroni

San Pellegrino in Fiore 2014, piazza della Morte

San Pellegrino in Fiore 2014, piazza della Morte

San Pellegrino in Fiore 2014, palazzo dei Papi

San Pellegrino in Fiore 2014, palazzo dei Papi

San Pellegrino in Fiore 2014, piazza san Carluccio

San Pellegrino in Fiore 2014, piazza san Carluccio

San Pellegrino in Fiore 2014, piazza san Lorenzo

San Pellegrino in Fiore 2014, piazza san Lorenzo

Viterbo – (g.f.) – Ci sono i fiori e c’è pure Fioroni. Che la festa abbia inizio (fotogallery: Sboccia san Pellegrino in fiore).

San Pellegrino in Fiore numero ventotto, il primo dell’era Michelini, è sbocciato.

Consueto giro d’inaugurazione stamani con l’amministrazione comunale al completo, il presidente della provincia Marcello Meroi, i consiglieri regionali Valentini e Panunzi e in posizione defilata, con la modestia che da sempre lo contraddistingue, anche il deputato Pd Giuseppe Fioroni. Parla con tutti, ha una parola buon per tutti. Anche per quelli di Viva Viterbo, a cominciare dall’assessore Giacomo Barelli.

Le piante, grazie alla pioggia di ieri sera non hanno bisogno d’innaffiatura e il sole porta in centro fin dalle prime ore del mattino molti visitatori.

Gente in giro tanta, molte le comitive, diversi i pullman arrivati in città.

Il quartiere medioevale è un incanto e non serve molto per renderlo più bello. Ecco perché fra i diversi allestimenti, il più riuscito sembra quello di piazza Scacciaricci.

Una parete di rose circondata dal verde e sotto, un prato. Semplice nella sua bellezza.

D’effetto la fontana a piazza san Pellegrino, minimalista la decorazione alla fontana in piazza della Morte, mentre serviva decisamente qualcosa in meno a piazza del Duomo.

Un luogo carico d’arte e di storia non ha bisogno di pezzi aggiuntivi come fontane, statue o un cervo. La pensa così anche l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi.

Al contrario, bello l’effetto ottenuto sul lato dell’ex ospedale. Vince ancora una volta la semplicità.

Palazzo dei Papi è presentato in confezione regalo, con il nastro rosso. Però manca un fiocco su ciascuna colonna.

A piazza san Carluccio, una scenografia dove i protagonisti sono gli stessi visitatori. Nelle panchine inserite all’interno del prato, ci si può concedere qualche minuto di relax. Ammesso che si riesca a trovare un posto.

Il resto del percorso è in larga parte dedicato alla vendita. Le rose a piazza del Gesù, che coprono soltanto metà fontana. L’altra è vuota.

A via san Pellegrino, alberi, così come sul ponte di via san Lorenzo. Fine.

I colori e l’atmosfera a chi visita la manifestazione piacciono. Magari c’è chi non ha il pollice verde, ma i fiori piacciono a tutti. Ma in generale il percorso risente della mancanza di un’idea di fondo.

La manifestazione ha un costo di settantamila euro, di cui cinquantamila da parte dell’amministrazione comunale, il resto da parte degli altri enti. Si poteva fare di più?

in un’improvvisata conferenza a fine passeggiata, tanto Delli Iaconi quanto Michelini, pur contenti di quello che hanno visto, per il prossimo anno immaginano di dare qualche indicazione in più. Del resto il comune è il “maggior azionista” di San Pellegrino in Fiore. Qualcosa sboccerà.

Intanto turisti e viterbesi si possono godere un allestimento a metà fra mercato florovivaistico e allestimento scenografico, fino al 4 maggio.

“Il risultato – dice il sindaco Michelini – c’è tutto”. Lui che è del mestiere, si limita a far presente che il giudizio è positivo, oltre le aspettative. Di più non si sbilancia.

“Ci sono trenta operatori economici – prosegue il primo cittadino – il comune di punta. La strada è quella giusta e io penso che il clima sia positivo.

Continuo a credere oggi ancora più di dieci mesi fa, che Viterbo è un’impresa possibile”. Il suo slogan elettorale. Il capoluogo ce la può fare e per dimostrarlo, Michelini ricorda lo studio del Censis che vede la Tuscia alla posizione numero 17 in quanto a dinamicità.

Il sindaco pensa positivo. E se va bene al primo cittadino, buon san Pellegrino a tutti.


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1 maggio, 2014

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