Viterbo – (g.f.) – La rete delle grandi macchine a spalla per ora va avanti così com’è. Gubbio resta fuori, poi si vedrà.
E’ uno degli argomenti affrontati ieri al ministero dei Beni Culturali, in un incontro con i rappresentanti di Viterbo, Nola, Palmi, Sassari, che fanno parte della comunità che a dicembre ha ricevuto il riconoscimento Unesco, delle rispettive tradizioni, quali patrimonio immateriale. A Viterbo il trasporto della Macchina di santa Rosa.
La richiesta d’entrare, arrivata dal comune umbro, per ora rimane parcheggiata.
“Ne abbiamo parlato molto serenamente – spiega il presidente del Sodalizio Facchini di santa Rosa, presente all’incontro insieme all’assessore Giacomo Barelli – il Sodalizio per ora rimane sulle proprie posizioni. Ci siamo confrontati, siamo coerenti”.
Il comune, invece, preferisce attendere l’esito del voto a Gubbio e poi confrontarsi con la nuova amministrazione.
Viterbo, fra le città della rete, è l’unica ad avere preso una posizione netta nella vicenda, di contrarietà alla tardiva richiesta, arrivata dopo che il riconoscimento era stato assegnato e una volta che Gubbio aveva deciso di sfilarsi per correre per proprio conto.
“Abbiamo parlato – ricorda Mecarini – anche dello statuto cui deve dotarsi la rete, con una serie di regole interne fra le quattro comunità.
Poi c’è la cerimonia ufficiale di consegna della pergamena Unesco. Noi avremmo pensato il 26 giugno, data d’inizio delle prove per il trasporto, ma è un’idea, vedremo”.
Si è discusso anche d’altro: “Della legge che consente d’accedere a finanziamenti – precisa l’assessore Barelli – estendendoli pure ai beni immateriali e non solo materiali.
La stessa cui si stanno adoperando i nostri parlamentari. Per arrivarci, occorre una modifica alla legge stessa”. Vale qualcosa come 150mila euro l’anno e mezzo milione di euro per l’intera rete.
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