Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A dicembre dello scorso anno, FondAzione puntava il dito sulla tassazione spropositata e iniqua applicata alle piccole imprese viterbesi, causa principale del mancato sviluppo del territorio e di un altissimo tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile e, oggi, stando alle affermazioni di Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, la situazione si è ulteriormente aggravata, visto che l’osservatorio permanente sulla tassazione degli artigiani, nel rilevare lo stato di 112 comuni d’Italia sul fronte della pressione fiscale, ha evidenziato numeri impressionanti e per certi versi esasperanti, laddove si registrano prelievi tributari che raggiungono il 64,2%, lasciando ai lavoratori ben poca cosa per sostenere un costo della vita sempre più caro ed impegnativo.
Di fronte a questa sorta di “confisca statale” che i governi non sono riusciti a moderare nonostante i roboanti proclami per una più equa distribuzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese, regolarmente disattesi all’indomani delle elezioni, è necessario mettere in campo urgenti provvedimenti capaci di dare ossigeno al tessuto produttivo della Tuscia che, più di altri territori, subisce una preoccupante cessazione di attività artigianali e commerciali, vittime predilette di un fisco che sembra dire “date tutto a me”, con buona pace di coloro che si ritrovano senza lavoro e senza speranza.
Nell’attesa che il governo possa realizzare qualcosa di concreto oltre alle confortanti parole del suo primo ministro, anche il comune di Viterbo è chiamato ad una attenta analisi su quanto rilevato dall’Osservatorio Permanente della Cna per escogitare gli accorgimenti di propria competenza, in grado di compensare i devastanti effetti generati dall’insano aumento dell’Iva al 22% e dall’imposizione inflitta con l’avvento dell’Imu, addirittura quasi triplicata nel suo importo rispetto alla rimpiazzata ICI.
Faccia qualcosa il comune di Viterbo e lo faccia in fretta, rivisitando al ribasso tutte le imposte locali dovute dalla piccola e media imprenditoria, magari iniziando dalla nuova tassa sui rifiuti, altrimenti, di qui a breve, il numero delle famiglie viterbesi costrette alla povertà subirà un ulteriore incremento in una città che non riesce ad assicurarsi i benefici delle grandi infrastrutture, sempre promesse e mai realizzate.
Il Direttivo Comunale di FondAzione
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