Viterbo – (g.f.) – Cento passi per arrivare alla targa con il nome di Peppino Impastato. Cento passi per deporre l’omaggio di Viterbo al giornalista di radio Aut, a 36 anni dall’uccisione (fotogallery).
Era il 9 maggio 1978, quando fu trucidato dalla mafia a Cinisi in Sicilia. Stesso giorno in cui fu ucciso Aldo Moro.
Al parco al Pilastro, che l’amministrazione Michelini ha intitolato a Impastato, associazioni e comune si sono ritrovati per mantenere viva la memoria.
Una cerimonia che parla alla gente, in mezzo ai cittadini di domani, tanti bambini che giocano, corrono, gridano. Il miglior messaggio che si potesse dare.
“Dopo 36 anni – ricorda il vice sindaco Luisa Ciambella – grazie all’impegno del consigliere Christian Scorsi, la città ha un luogo intitolato alla memoria di Peppino Impastato e questa è la prima cerimonia che possiamo organizzare.
Speravamo che non ci fosse più bisogno di ribadire certi valori. Invece i fatti di questi giorni, un ex ministro arrestato con l’accusa d’avere favorito la latitanza di un parlamentare in odor di mafia, ci fa capire che ancora oggi certi ideali vanno professati.
Nell’apprendere certe notizie, il sentimento è di sdegno. Ecco perché vale la pena organizzare questo tipo d’iniziative, un pensiero verso chi non si è piegato”.
Da Viterbo alla Sicilia di Peppino Impastato. Christian Scorsi si è collegato con Danilo Sulis, in marcia. Amico di Impastato, con lui ha fondato radio Aut e oggi parte con una nuova esperienza di denuncia, radio Centopassi.
Per lui un lungo applauso. “La manifestazione – ricorda Sulcis – questa mattina è partita con un’ora di ritardo. Il presidente della regione Sicilia ci ha portato la notizia che con una delibera la casa di Impastato è stata vincolata, d’interesse sociale. È il primo passo”.
Sulcis ricorda l’incontro con Impastato, alla sua stazione radiofonica a Palermo, quindi l’idea di mettere in piedi un progetto unico. Così è nata radio Aut.
Dopo la telefonata, associazioni, consiglieri, scout e i presenti, in corteo, dal centro del parco si sono spostati verso l’ingresso, dove la lapide ricorda Impastato e tutte le vittime di mafia.
Nell’aria le note della canzone Cento passi. E cento passi sono quelli percorsi per arrivare e deporre un cesto di rose rosse sopra la targa. In alto sventolano le bandiere di Libera.
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