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Viterbo - Lo spettacolo si terrà venerdì 23 maggio alle 21 presso la chiesa di Santa Maria della Salute

In scena “Gli uomini vengono da Marte, una fava. Io vengo dal bar dietro l’angolo”

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Enrico Mianulli Marco Paoli e Antonio Delli Iaconi

Enrico Mianulli Marco Paoli e Antonio Delli Iaconi

Viterbo – Nell’ambito della rassegna “Alla Salute dell’arte”, nuovo appuntamento con il teatro di Marco Paoli in “Gli uomini vengono da Marte, una fava. Io vengo dal bar dietro l’angolo”, in scena venerdì 23 maggio alle 21 presso la chiesa di Santa Maria della Salute.

Lo spettacolo, vincitore del Premio Poesia Alda Merini 2013, è impossibile da definire racchiudendolo nell’etichetta di genere: che sia reading, musical da camera, o monologo, ogni definizione rischia di tralasciare qualcosa.

È invece nella sua anima fortemente performativa che va inquadrato col suo amalgama indissolubile di recitazione, danza e musica suonata dal vivo al pianoforte e contrabbasso, unita a una drammaturgia nuova di un testo scritto da Giovanni Gentile che, in questo lavoro, firma anche la regia.

E’ un’opera che non ha la pretesa di spiegare gli uomini alle donne, ma solo l’intenzione di illuminare, con una piccola candela, i tormenti, le ipocondrie e la difficoltà dell’uomo nel rapportarsi al “pianeta donna”.

Il tutto avviene attraverso un monologo, recitato da Marco Paoli, intervallato dai versi dello stesso autore, che ha raccolto le sue poesie in questo spettacolo come, in genere, un poeta raccoglie i suoi versi in un’antologia.

Marco Paoli interpreta il personaggio scandagliando senza pietà sentimenti alti ma anche con durezza le contraddizioni che l’uomo moderno pone in essere nel rapporto conflittuale con l’altro sesso. Ne dà un’interpretazione altamente performativa, riempiendo la scena e recitando le parole sulla musica, come una tavola da surf che scivola sulle onde.

Le parole sono sostenute, accompagnate, valorizzate da brani scritti per l’occasione dagli altri due componenti della compagnia, i maestri Vito Liturri e Marco Boccia, che uniscono jazz moderno di matrice newyorkese a ritmi più prettamente latini.

A fare da alter ego a Marco Paoli sul palco ci sarà anche “la Donna”, interpretata da Diletta Brancatelli, splendida ballerina contemporanea della Compagnia Aleph di Roma, che danzerà le parole, e le trasformerà in corpo in movimento.


 

Scritto e diretto da Giovanni Gentile

Con: Marco Paoli

con la partecipazione di: Vito Liturri (pianoforte), Marco Boccia (contrabbasso), Diletta Brancatelli (danzatrice)

Musiche: Vito Liturri e Marco Boccia

Coreografie: Diletta Brancatelli

Supervisione coreografie e danza: Paola Scoppettuolo


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20 maggio, 2014

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