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Viterbo - La riflessione del consigliere regionale Riccardo Valentini sulla festa dei Lavoratori

“Che il primo maggio sia l’alba di una nuova speranza”

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Il consigliere regionale Riccardo Valentini

Il consigliere regionale Riccardo Valentini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il primo maggio deve essere l’alba di una nuova speranza. Speranza per le imprese e i lavoratori del nostro territorio, speranza per i nostri giovani e le nuove generazioni. L’Europa, la Regione e tutte le istituzioni devono fare la loro parte, sempre e solo al servizio dei cittadini.

L’Europa, la Regione e le amministrazioni comunali devono recuperare una visione di insieme, una strategia complessiva e porsi la domanda “quale sviluppo per quale futuro” nell’interesse generale, nell’interesse di tutti. Ma tutti dobbiamo fare la nostra parte, a partire dalle nostre forze, dalla nostra creatività. Con la buona politica, contro tutti i privilegi e tenendo sempre a mente la nostra Costituzione come punto assoluto di riferimento: una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” dove la “sovranità appartiene al popolo”, dove “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”. Una ‘Repubblica’ che ha “il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che “limitano libertà ed eguaglianza”.

Oggi i segnali per una ripartenza ci sono tutti. Segnali per sconfiggere una crisi che ha fatto numerose vittime tra lavoratori e imprenditori, licenziati o in cassa integrazione. Uomini e donne che si sono tolti la vita. E verso di loro abbiamo il dovere di ricostruire un mondo fondato sulla solidarietà, su un nuovo patto generazionale. Un mondo del lavoro che senta nella speranza il suo respiro profondo, la sua anima.

L’economia della Tuscia sta dimostrando in questi mesi segnali importanti di dinamicità, voglia di fare e di ripartire. Numerosi i turisti che vengono a visitare le nostre ricchezze. Anche questa mattina a San Pellegrino in fiore a Viterbo oppure per Pasqua e il 25 aprile. Sono segnali chiari che dobbiamo saper cogliere e dobbiamo farlo ora, con una politica che sostenga e che abbia la forza di scommettere su chi fa impresa e ha voglia di partire da se stesso, le proprie idee ed energie nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

Dobbiamo guardare ogni giorno dentro noi stessi e guardare a cosa facciamo di buono per la nostra società. E nessun altro ci può aiutare. Soltanto noi stessi. Ognuno deve credere nelle proprie forze e chi è responsabile delle istituzioni chiedersi cosa ha fatto di bene per la comunità che amministra, la comunità cui appartiene, ed aiutare coloro i quali sono più deboli e in difficoltà.

Il primo maggio è il simbolo di un patrimonio di lotte. Simbolo e punto di riferimento per un mondo dove il lavoro e i diritti dei lavoratori sono centrali, decisivi per la crescita del Paese. Una battaglia che riguarda tutti. E tutti dobbiamo essere protagonisti del nostro territorio e del nostro futuro, a partire dalle nostre risorse e dalla loro messa a sistema. Una responsabilità cui siamo chiamati, una responsabilità che fa parte del patrimonio del Primo Maggio, la festa dei lavoratori, il suo Dna. Un Dna fatto di diritti e doveri e tra questi ultimi il dovere, soprattutto oggi, di essere responsabili anche quando si crede di non esserlo.

Riccardo Valentini
Capogruppo di Per il Lazio al consiglio regionale


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1 maggio, 2014

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