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Acquapendente - Il sindaco di Bolsena Equitani lancia l'appello al primo cittadino Bambini

“Mobilitiamoci tutti per salvare l’ospedale”

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L'assessore provinciale Paolo Equitani

Il sindaco di Bolsena Paolo Equitani 

L'ospedale di Acquapendente

L’ospedale di Acquapendente 

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Caro sindaco,

da qualche giorno si sta consumando nel silenzio più assordante, senza che nessuno alzi la voce, una delle più gravi tragedie che le popolazioni dell’Alto Lazio abbiano vissuto negli ultimi anni; si sta di fatto procedendo allo smantellamento dell’ospedale di Acquapendente, che sarà così privato di servizi fondamentali e trasformato in una sorta di poliambulatorio.

Noi tutti ce ne renderemo conto solo quando questa tragedia sarà completata; a quel punto sarà troppo tardi e poco importerà sapere chi è stato il responsabile.

Come ben sai, il 21 ottobre 2013, il commissario straordinario dell’Ausl Macchitella ha presentato alla conferenza dei sindaci l’atto di autonomia aziendale nel quale di fatto era previsto lo smantellamento dell’ospedale di Acquapendente: vi resteranno soltanto otto posti letto per malati affetti da patologie acute e sarà eliminato il pronto soccorso per attivare in sua vece un PPI (punto di primo intervento) mentre la prevista Casa della salute è cosa ben diversa dall’ospedale e non è in grado di rispondere a situazioni di emergenza/urgenza che si presentano quotidianamente sul territorio.

Tutto questo in un comprensorio come il nostro, situato in una zona disagiata distante 60 chilometri da Belcolle, lasciando così completamente sprovvista di servizi sanitari un’area tanto vasta.

Diversa sorte è toccata ad altri due nosocomi della Tuscia, quello di Civita Castellana e quello di Tarquinia soggetti a interventi di adeguamento e potenziamento, nonostante siano situati a poca distanza da Roma e Civitavecchia e da altri grandi ospedali raggiungibili dall’utenza senza troppe difficoltà.

Questo è positivo perché investire sulla sanità, ampliando la presenza e l’efficienza di strutture sul territorio, non è mai un costo ma una risorsa per tutti. Più ospedali ci sono e meglio è garantito il diritto alla salute dei cittadini. Non si capisce però perché, al contrario, l’ospedale di Acquapendente che non ha altri presidi nelle immediate vicinanze, debba essere depotenziato.

Tutto ciò comporterà fra l’altro un grave disagio per i cittadini residenti ed incrementerà sempre di più la mobilità in uscita verso gli ospedali di Siena, Terni ed Orvieto con conseguente emorragia di risorse economiche che già gravano complessivamente sull’azienda sanitaria per oltre 100 milioni di euro.

Mi rivolgo perciò a te, in qualità di sindaco del Comune ove ha sede l’ospedale e a tutti gli altri sindaci dell’alta Tuscia sollecitando un’azione unitaria a difesa del territorio e fuori da logiche di partito o di schieramento, volta a scongiurare questa tragedia.

E’ indispensabile attivare una forte mobilitazione popolare, con in testa tutti i sindaci del comprensorio, nei confronti del commissario straordinario dell’Ausl e soprattutto nei confronti della Regione Lazio e del presidente Nicola Zingaretti affinché si faccia carico di questa emergenza ponendo in essere una risposta degna di un paese civile; un paese che deve vedere nella sanità pubblica una risposta al diritto alla salute oltre che elemento di uguaglianza sociale.

Le nostre popolazioni non possono subire un danno così grande per effetto di una politica sanitaria basata su tagli orizzontali indiscriminati o, come in questo caso, addirittura illogici e del tutto scriteriati.

Non si può risparmiare sulla salute dei cittadini.

Ti chiedo pertanto di prendere in seria considerazione queste mie osservazioni e di convocare in tempi rapidi un incontro con tutti i sindaci del comprensorio, per stabilire insieme le azioni da mettere in campo prima che sia troppo tardi e il danno diventi irreparabile.

Certo di un tuo positivo riscontro ti saluto.

Paolo Equitani
Sindaco di Bolsena


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30 maggio, 2014

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