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Viterbo - Elezioni europee - A piazza del Gesù la capolista Simona Bonafé attacca frontalmente il Movimento 5 stelle

“Oltre il Pd c’è il nulla”

di Giuseppe Ferlicca
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Francesco Serra e Simona Bonafè

Francesco Serra e Simona Bonafè

Andrea Egidi e Simona Bonafè

Andrea Egidi e Simona Bonafè

SImona Bonafè e Giuseppe Fioroni

SImona Bonafè e Giuseppe Fioroni

Mongiardo, Sposetti, Mazzoli

Mongiardo, Sposetti, Mazzoli

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Melissa Mongiardo, Sandra Albanesi, Ugo Sposetti

Melissa Mongiardo, Sandra Albanesi, Ugo Sposetti

Simona Bonafè

Simona Bonafè

L'incontro con Simona Bonafè

L’incontro con Simona Bonafè

Giuseppe Fioroni e Francesco Serra

Giuseppe Fioroni e Francesco Serra

Viterbo – E’ la capolista Pd alle Europee, a Viterbo è di casa, ha partecipato alla mini Leopolda e ha tenuto a battesimo la candidatura alle Primarie per il comune, di Francesco Serra (fotocronaca).

Simona Bonafè ieri sera è tornata. Comizio a piazza del Gesù, scenario inedito o quasi per la politica locale.

Renziana di ferro, ha il merito nel Partito democratico nella Tuscia d’avere messo d’accordo chi si riconosce nel Pd vicino a Renzi, come Serra, Mancinelli, il cui sostegno è scontato e gli altri, con Popolari e zona Bersani. Fra le tre possibili preferenze, lei c’è per tutti. E’ già un risultato.

Introdotta dal segretario Andrea Egidi, di fronte a un nutrito gruppo di democratici, il suo più che un comizio è un appello: perché alle Europee di domenica prossima vinca chi vuole impegnarsi anche in Europa a costruire, contro chi cavalca la rabbia della gente, ma non ha soluzioni.

Qualsiasi riferimento al Movimento 5 stelle non è puramente casuale.

“Oltre il Pd – osserva Bonafé – c’è il nulla. Chi soffia sul disagio e dice che va tutto male, poi non propone alternative, non dice cosa vuole. Cavalano la rabbia, ma non hanno soluzioni alternative.

Da questa parte, invece, c’è chi lavora, s’impegna per cambiare le cose.

Il dibattito del Movimento 5 stelle, fuori o dentro l’euro o l’Europa è deltererio per l’Italia.

Uscire significherebbe tassi altissimi d’interesse, rate dei mutui impagabili, fuga d’investimenti dal paese.

Fuori dall’Europa non c’è futura, ma quella che abbiamo visto finora d’Europa, va cambiata. L’austerità l’hanno imposta i conservatori, la Merkel. Dobbiamo rimettere in discussione non solo la politica d’austerity, ma pure gli stessi trattati”. Una rivoluzione dall’interno.

Ad ascoltarla in prima fila, oltre a Francesco Serra, Panunzi, Mazzoli, Ciambella, ci sono anche Ugo Sposetti e Giuseppe Fioroni. A debita distanza. A fine dibattito, Simona Bonafè applica la par condicio dei baci e abbracci. Prima Sposetti, poi quando arriva Fioroni: “Non sia mai che abbraccio Sposetti – scherza Bonafé – e non Fioroni”.

Sposetti, rassegnato, non si lascia sfuggire l’occasione per una battuta: “Fai pure, ma ci rimetti tu…”.

E se Egidi vede il voto di domenica un’opportunità per Renzi nel portare avanti le riforme, la capolista ha una certezza sui suoi avversari. “Grillo non è riuscito a cambiare l’Italia – osserva Bonafé – ha votato contro tutte le riforme, adesso si oppone pure a quella del Senato che vuole tagliare compensi e parlamentari.

Temo che quello del Movimento 5 stelle sia solo uno show. Anche perché nel Parlamento europeo occorre aderire a un gruppo. Altrimenti non si va da nessuna parte. Loro finora non sappiamo cosa faranno.

Il Pd aderirà al Pse. Abbiamo in lista candidate che lavoreranno in Europa, per far sentire la voce dell’Italia”.

Giuseppe Ferlicca 

 


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19 maggio, 2014

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