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Elezioni Europee - Viterbo - Nicola Danti, candidato Pd renziano, nella Tuscia parla del premier e ammonisce: "L'Europa deve cambiare, ma senza euro non c'è una lira, falliremmo"

“Renzi è un rullo compressore, una svolta per l’Italia”

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Paolo Aleandri, Nicola Danti, Sandro Mancinelli

Paolo Aleandri, Nicola Danti, Sandro Mancinelli

Paolo Aleandri, Nicola Danti

Paolo Aleandri, Nicola Danti

Nicola Danti

Nicola Danti

Paolo Aleandri, Nicola Danti, Sandro Mancinelli

Paolo Aleandri, Nicola Danti, Sandro Mancinelli

Nicola Danti

Nicola Danti

Viterbo – (g.f.) – “E’ una terra straordinaria, dove ho incontrato gente che ha voglia di fare e che non si rassegna”. Sono passate le 20.30 quando alla sede Pd arriva Nicola Danti.

Viterbo è ultima tappa di un giro che lo ha portato a visitare realtà come Civita Castellana, Vignanello, Nepi. Non è la sua prima volta nella Tuscia.

Fiorentino, 48 anni, attualmente consigliere regionale Pd, ha condiviso il cammino politico del premier Matteo Renzi, con cui è amico e con il quale ha vissuto quasi gomito a gomito, abitando a poche decine di metri di distanza.

E’ in corsa per le Europee, in quota “renziana” ovviamente e a Viterbo ha il sostegno del gruppo che fa capo a Francesco Serra, Sandro Mancinelli.

“La Tuscia è un territorio che io trovo straordinario. Vive un momento di crisi come il resto del Paese, ma io ho incontrato un sacco di gente entusiasta, con voglia di darsi da fare. E non credo d’avere conosciuto solo renziani… Non ho trovato persone rassegnate”.

E’ stato a Civita Castellana, il nostro distretto industriale. Lì la crisi è arrivata ben prima della crisi.
“Ho avuto modo di vedere, ho anche visitato un’azienda locale. Uscendo da questo momento difficile, necessariamente la situazione migliorerà. Ho parlato con il direttore dell’interporto di Livorno. Mi ha spiegato che loro la crisi l’hanno vista prima ancora che arrivasse, con il calo di materie prime per le imprese. Adesso mi diceva che l’approvvigionamento sta aumentando. Se si riparte, s’innesca un circolo virtuoso in cui pure l’Europa deve metterci del suo. Finora abbiamo visto vincoli di bilancio monetari, salvaguardia delle banche. Finora l’Europa è stata troppo lontana dalle imprese e dai bisogni veri dei cittadini. Deve dare invece risposte a questo, a priorità come la lotta alla disoccupazione giovanile”.

Da toscano, quali punti di contatto. occasioni di crescita vede fra la sua regione e la Tuscia?
“Ce ne sono molti. Penso che noi viviamo nello stesso territorio, l’Italia di mezzo, che deve crescere, essere più forte. Abbiamo un’agricoltura di qualità, ambiente, siamo simili come realtà. Oltre gli Etruschi, ci accomunano tante situazioni che possono essere messe a sistema e produrre un’identità. Io vorrei che non ci fosse competizione fra noi, ma che s’immagini un’area vasta che si fa spazio nel sistema paese”.

E’ difficile far passare l’idea d’Europa che ha il Pd di fronte a tanti messaggi che arrivano alla pancia dei cittadini, contro la moneta, contro l’Unione?
“Io dico che fuori dall’euro non c’è una lira, l’Italia non esiste. Falliremmo da un giorno all’altro per il debito enorme che abbiamo. Detto questo, va precisato che serve un’Europa diversa, serve più attenzione alle persone. Poi occorre che anche noi siamo più attenti. Purtroppo siamo stati troppo spesso disattenti verso quello che l’Europa poteva fare per noi, troppe occasioni abbiamo perso. Non siamo stati a volte capaci nel cogliere i benefici. Per noi non è una campagna elettorale semplice, ma le politiche del governo ci aiutano e l’Italia può cambiare”.

Quanto il voto alle Europee è una polizza sulla vita per l’esecutivo Renzi? Un risultato non in linea con le aspettative darebbe più voce a quella fronda interna del Pd non proprio su posizioni renziane.
“Il risultato per il Partito democratico sarà positivo. Molto positivo. Sarà una buona spinta all’azione rinnovatrice del governo. Il clima è cambiato, c’è molta fiducia in più. Soffermandoci all’interno del Pd, invece, direi che la partita che stiamo giocando va ben oltre il partito stesso. C’è in gioco il nostro futuro, le prossime generazioni, i nostri figli. Non c’è molto da scherzare”.

Lei che conosce Renzi molto bene, guardando a quello che ha fatto da quando è al governo, quanto avrebbe voluto fare se libero dai vincoli della quotidiana mediazione politica?
“Io ritengo che abbia fatto molto per quanto si fa Roma, tuttavia è ancora insoddisfatto. Lo conosco. Realizzata una cosa, ne ha già dieci in cantiere. Oggi ha annunciato altre riforme strutturali, non si fermerà. E’ un rullo compressore, una svolta determinante per il Paese. Caratterialmente è uno che non si è mai accontentato. In una lettera che tempo fa scrisse agli studenti, li esortava a non essere quelli del sei meno, ma quelli dell’otto più. E’ una sua caratteristica, punta sempre molto in alto e chiede molto a sé stesso”.


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10 maggio, 2014

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