Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Le persone affette da diabete nel Lazio sono circa 300 mila. Il Cladiab, Coordinamento Lazio associazioni persone con diabete, ritiene di intervenire e supportare il ragazzo di 31 anni affetto da diabete di fronte al comportamento della manager della struttura Mc Donald’s di piazza di Spagna, dove il ragazzo lavora: la manager lo ha sospeso dal lavoro per un giorno intero.
Il giovane con diabete insulino dipendente ad un certo punto della mattina mentre era intento alla sua occupazione – riportano i media che giustamente hanno dato ampio risalto alla notizia – utilizzava il suo microinfusore di insulina. La pompa per insulina, detta anche microinfusore, è un piccolo dispositivo elettro-meccanico di precisione che libera insulina nell’organismo tramite un sottile tubicino di plastica collegato ad un ago cannula, inserito solitamente nella zona addominale. Lo strumento salvavita ti avverte quando il tasso di glucosio raggiunge punte pericolose e che, di conseguenza, occorre immediatamente dargli l’input per rilasciare insulina o sospenderla in caso di ipoglicemia.
Il microinfusore in azione rilascia un suono tipo squillo di cellulare, scambiato per tale dalla “manager” della struttura Mc Donald’s.
La “manager” della struttura Mc Donald’s di piazza di Spagna non ha voluto sapere le spiegazioni del dipendente e lo ha sospeso.
Come Cladiab, mentre respingiamo con sdegno questa decisione , ricordiamo che: La legge 115/87 all’art. 8 stabilisce che “la malattia diabetica, priva di complicanze invalidanti, non costituisce motivo ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per l’iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, per lo svolgimento di attività sportive a carattere non agonistiche, per l’accesso ai posti di lavoro pubblico e privato, salvo i casi per i quali si richiedono specifici, particolari requisiti attitudinali. (legge n. 68 del 1999), dichiara la presidente Lina Delle Monache e che la sola condizione di malattia, che non è la stessa cosa di limitazione fisica, può rendere impossibile o limitare l’assunzione e la conservazione del posto di lavoro. È il caso di numerosi diabetici, costretti, con tutte le conseguenze che ne derivano, a non dichiarare il diabete , a non essere assunti, a perdere il posto di lavoro, continua la Presidente.
Come persone con diabete e genitori di bambini e ragazzi con diabete sentiamo il dovere di essere vicini a questo ragazzo, offrendogli il nostro aiuto.
Lina Delle Monache
Presidente Cladiab
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