Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nei giorni scorsi ho condiviso ed apprezzato le parole del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha sottolineato la necessità di garantire all’ospedale di Subiaco il ruolo di assistenza delle emergenze e per i servizi ambulatoriali con il superamento delle previsioni del decreto 80 della precedente giunta regionale.
Si tratta di una dichiarazione di buon senso, sorta dalla constatazione di garantire dei servizi di emergenza a quei territori di confine, distanti dai grandi presidi ospedalieri, dove diventa difficile, in caso di necessità e urgenza, avere un’assistenza adeguata, soprattutto di fronte a particolari patologie ed acuzie, dove intervenire in tempo diventa, fondamentale.
Le osservazioni del ministro Lorenzin debbono però essere applicate in tal senso anche ad altri ospedali del Lazio che abbiano quelle caratteristiche, si tratta in buona sostanza di equiparare nell’intero territorio regionale le situazioni specifiche in essere.
Ad esempio nell’ottica di questo ragionamento l’ospedale di Acquapendente ha tutti i requisiti del caso: situato in una zona montana, distante da Belcolle oltre 50 km trovandosi al confine fra tre regioni. Per Acquapendente (ma anche per la zona della Teverina) si potrebbe pensare inoltre alla stipula di appositi protocolli di intesa con la regione Umbria dove è possibile dirottare gli interventi del 118 a pochissimi km di distanza garantendo interventi tempestivi ed indispensabili per garantire uno standard assistenziale e, a volte, risolutivo.
Enrico Panunzi
Presidente sesta commissione Consiliare
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