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Lettere - Viterbo - La riflessione di Bruno Pagnanelli sui dispositivi lampeggianti dal 1997

“Venti semafori spenti ci costano più di 100mila euro?”

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La cartina con i semafori segnati

La cartina con i semafori segnati – clicca per ingrandire la foto

Viterbo - L'incrocio tra via Rosselli e via Capocci

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lo ammetto, siamo in tempi di spending review e far quadrare il bilancio familiare è un problema di tutti, ad ogni livello. E’ difficile in una famgilia posso immaginare quanto possa esser difficile per una amministrazione, specie in tempi dove, le limitate risorse, impongono tagli indiscriminati.

Come se non bastasse, tali decurtazioni sui pertinenti capitoli generano e alimentano il disagio sociale. Il cittadino comune trova che, a fronte di un livello elevato di tasse da pagare, non corrisponde una erogazione di servizi paritetica.

Dopo la premessa, volevo porre l’attenzione su uno spreco, minimale ci mancherebbe, ma che viene perpetrato giornalmente ai danni delle casse comunali e che sul lungo periodo potrebbe portare a dei piccoli risparmi. Mi riferisco ai semafori, nella fattispecie a quelli nei pressi della ferrovia a piazzale Gramsci. 

Allego una mappa con dei pallini di diverso colore. Ogni colore corrisponde ad un numero di semafori (sia pedonali che per gli autoveicoli).

Il pallino fucsia corrisponde a quattro semafori su un unico palo (nello specifico tre per veicoli e uno pedonale);
Il pallino rosso corrisponde a due semafori su un unico palo;
Il pallino giallo corrsponde a un semaforo pedonale.

Facendo due rapidi calcoli, si evince che nell’incrocio rappresentato esistono 20 semafori. Questi 20 semafori, a mia memoria, sono accesi sul giallo lampeggiante dal 1997, data in cui io rientrai in questa ridente cittadina. Sono accesi 24 ore su 24 da 17 anni. 

Ora, il codice della strada dice che la luce gialla lampeggiante indica un semaforo spento o guasto e si deve impegnare l’incrocio con prudenza, dando la precedenza ai veicoli provenienti da destra. Visto e considerato che non funzioneranno fino a quando un illustre scienziato, sotto lauto compenso, deciderà di trovare una soluzione ad un problema terribilmente complicato, tali semafori potrebbero esser sostituiti, nel mentre, da un cartello di pericolo generico, sempre ove fosse possibile.

Tutto questo senza considerare i costi sostenuti in 17 anni, che provo empiricamente a fare, affidandomi ad una media e a dati scovati in rete:

1) una luce accesa H24 (sarà minimo un 100Watt?), una lampadina da 100W accesa un’ora, consuma 0.1 kWh, quindi 2.4 kWh giornalieri, che in un anno fanno circa 880 kWh. Il costo dell’energia elettrica con Enel è sui 18 cent per kWh.

Quindi sono 157 euro all’anno, se i miei conti sono corretti, trasporto il tutto per i semafori e gli anni.

20 semafori per 157€ euro all’anno = 3140 €euro.

3140 €euro all’anno per 17 anni = 53380 €euro.

53 mila euro solo di luce! Durante questi anni poi ho spesso visto fare manutenzione agli stessi apparati. Ho cercato in rete dei contratti di ditte che effettuano manutenzione e ho trovato cifre enormi.

Considerando che non ho controllato il costo delle lampade, che sono particolari e non si trovano al supermercato (immagino, quando si parla di cose pubbliche) e che quindi questi costi non sono aggiunti, diciamo che, visto l’utilizzo scarso, considero un forfait di 500 euro annui a semaforo.

Troppi? considerate le cifre che leggo e che ho letto in altri documenti spero vivamente qualcuno mi smentisca…

Torniamo a noi: 500€ euro all’anno per 20 semafori = 10mila euro annui.

10mila euro€ annui per 17 anni = 170mila euro.

Diciamo quindi che, con i conti della serva, 53mila di corrente e 170mila di manutenzione in 17 anni sono: 223mila euro. Mettiamo che abbia sovrastimato del 40%-50%, in 17 anni sarebbero comunque più di centomila euro! 

Parafransando una barzelletta sui semafori di un mio amico partenopeo, lui mi diceva che il rosso e il verde dei semafori a Napoli, servono solo per darti un consiglio, poi tu decidi e che il giallo, poverino, serve solo per allegria! Mi chiedevo: ma centomila euro si possono usare solo per allegria?

Così, per dire, magari sbaglio e quelle lampade arancioni devono star li per forza. Chi lo sà…

Bruno Pagnanelli


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6 maggio, 2014

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